La pandemia e le problematiche ad essa connesse hanno ispirato anche Ronny Mooring e i suoi Clan of Xymox, giacchè quest’anno è uscito il nuovo album Limbo. Sulla formula scelta dalla band abbiamo già speso qui molte parole e siamo ben disponibili a riconoscerle il ruolo di ‘veterana’ del genere darkwave, al quale Mooring è rimasto invariabilmente fedele a costo di risultare superato e ripetitivo. In verità anche Limbo, come il precedente Spider on the Wall, si rivela un disco valido e un ascolto ben più che discreto, senz’altro degno di apparire negli scaffali di tutti gli amanti del genere: le melodie sono gradevoli, le atmosfere dark al punto giusto e vi sono diversi brani che colpiscono positivamente. Vediamo l’opener “Brave New World”, il cui titolo non necessita di commenti, una delle tracce più orecchiabili in classico stile Clan of Xymox: piacevole, malinconica e – perché no? – anche ballabile. La seconda, “Lockdown”, entra nel vivo di tematiche più recenti e, benchè la ritmica sia vivace, i toni si fanno palesemente più cupi, mentre la bella “Big Brother”, proseguendo nell’ispirazione fantascientifica, devia verso scenari ancora più oscuri, resi inquietanti anche da voci sovrapposte che qua e là si percepiscono; “The Great Reset” propone di nuovo una gradevole melodia wave. Ma fra i pezzi più validi occorre menzionare la title track, dalla riuscitissima combinazione di trama elettronica e chitarra e, subito dopo, “No Way Out” è caratterizzata da un’atmosfera più torbida e tesa: appare francamente meno significativo il motivo più frivolo di “In Control”, come, poco più in là, è il caso di “Dystopia”, che sperimenta un inatteso mood a colori pop abbinato ad una parte vocale in modalità Cure. Infine “How Long?” torna ai livelli abituali e conclude in malinconia e intensità un altro album di buona fattura da parte di una band che non si può che rispettare.