I Katatonia rendono disponibile materiale precedentemente pubblicato sotto forma di singolo, di split (quell’autentica meraviglia che fu/è “Scarlet heavens” dal singolo condiviso con i Primordial, anno 1996, Misanthropy Records), ovvero bonus track, retri, parti di ep, definendo così i contorni di un percorso che li ha assurti a protagonisti assoluti ed istituzionalizzati del rock alternativo più schivo ed elegante. Tanto che si può affermare senza tema di contestazione che gli svedesi si sono letteralmente impossessati di uno stile, meglio, di un “genere” proprio ed identificabile, il che implica una assunzione di responsabilità nei confronti di chi fedelmente ha condiviso la loro traiettoria evolutiva (peraltro non immune da appiattimenti momentanei) lunga ormai trent’anni, generata da istanze più crude e pervenuta ad una esposizione cristallina. Una raccolta di testimonianze rilasciate lungo sei lustri che hanno segnato uno stravolgimento dei canoni espressivi della musica cosiddetta estrema, fra tanti colleghi caduti e pochi altri, meritevoli e coraggiosi superstiti, una fila ordinata di pietre tombali infisse nella terra feconda, alcune corrose dal Tempo, altre testimoni di fasti più recenti. In totale ventisette tracce (anche una manciata di remix, ben sapete che non m’aggradano, ma almeno la versione dedicata da Frank Default a “Hypnone” me la appunto sul taccuino), suddivise a seconda del gradimento dell’appassionato fra doppio cd o triplo vinile (bianco o nero) come si usa oggi “deluxe”, concessione a regole di mercato che impongono stravaganze ed addendi, altrimenti si passa inosservati. La rinnovata biografia del complesso a firma Eleanor Goodman, la grafica riconoscibilissima del collaboratore di lunga data Travis Smith completano un’opera che i più insofferenti tacceranno come non necessaria, all’incontro quasi obbligatoria, considerato il valore del materiale e la sua non facile reperibilità, almeno per alcune delle canzoni accluse. I fili della memoria che si riavvolgono (il titolo Mnemosynean certo non è stato adottato a caso), le scelte che rimarcano la curiosità di Renkse e Nyström, come ci fa notare la splendida versione di una delle canzoni più sottovalutate della discografia dei Judas Priest, quella “Night comes down” che i  trasformano in un notturno a la Russ Ballard, traslucente esecuzione che lascia filtrare un profondo senso di mestizia. Ma, ripeto, ogni singola canzone va ascoltata e messa in relazione alle altre, segnando le date di nascita/pubblicazione per valutare quanto il loro operato sia importante. Fiere cavalcate, ampie vedute crepuscolari, la decadenza degli agglomerati popolati da esseri sempre più disillusi, smarriti, segnate da una visione sempre coerente, attenta, ancora una volta curiosa. La volontà/necessità d’evolversi, di assumersi rischi ed oneri di scelte che non sempre portano frutti, è segno di consapevolezza e di maturità, come il saper ricorrere a gesti scontati (la pubblicazione di un live “da lockdown” risoltasi egregiamente). In trenta anni un passo falso è inevitabile, un rallentamento è fisiologico, che i Katatonia mai si siano fermati è comunque una (ovvia) constatazione. 

 

Tracklist (versione CD) 

Disco 1 

  1. Vakaren [04:54]
    2. Sistere [04:11]
    3. Wide Awake In Quietus [04:59]
    4. Night Comes Down [04:14]
    5. Second [03:32]
    6. The Act Of Darkening [05:52]
    7. Ashen [04:06]
    8. Sold Heart [04:32]
    9. Displaced [05:14]
    10. Dissolving Bonds [03:41]
    11. Unfurl[04:48]
    12. Code Against The Code [03:28]Disco 2
    1. Wait Outside [03:38]
    2. Sulfur[06:22]
    3. March 4 [03:51]
    4. O How I Enjoy The Light [02:44]
    5. Help Me Disappear [05:13]
    6. Fractured [05:52]
    7. No Devotion [04:48]
    8. Quiet World [04:39]
    9. Scarlet Heavens [10:27]
    10. In The White (Urban Dub) [05:25]
    11. My Twin (Opium Dub Version)[04:15]
    12. Soil`s Song (Krister Linder 2012 remix)[04:40]
    13. Day And Then The Shade (Frank Default remix) [05:40]
    14. Idle Blood (Linje 14) [03:23]
    15. Hypnone (Frank Default Hypnocadence mix)[04:46] 

Personale 

Jonas Renkse – vocals
Anders Nyström – guitar
Niklas Sandin – bass
Daniel Moilanen – drums
Roger Öjersson – guitar