Primo indizio: October Rust/October Noir.

Secondo indizio: la copertina, osservatela nei minimi particolari. 

Thirteen tales of love, loss, pain and arrogance. In realtà, trattandosi le tre tracce che si dividono il compito di attribuire il titolo all’intiera opera di schegge di nemmeno un minuto ciascuna, le cantiche componenti la lista di Fate, wine & wisteria si riducono a dieci, per il resto la stringata definizione che sintetizza i contenuti del disco è condivisibile. Su di esso cala pesantemente l’ombra dei Type 0 Negative, dei quali gli ON si dimostrano fierissimi e divotissimi discepoli. La voce, il suono, le pose, la grafica, la produzione stessa di Paul Bento dei Carnivore disegnano un percorso netto che ci riconduce ai Maestri nuovaiorchesi del goth/doom. Peter Steele ha lasciato in (onerosissima) eredità un tratto unico, un segno che riprodurre comporta mettersi inevitabilmente a confronto con l’originale. Con le conseguenze che si possono dedurre, con tutti i dazi che si dovrà forzosamente pagare. Ma gli October Noir proseguono decisi, facendo forza proprio sulla determinazione ed uscendone infine vincitori, mondi di ogni peccato; essendo il loro approccio rispettoso e disciplinato, il loro operato va giudicato positivamente. Essi non si pongono quali sostituti dei T0N, il che li renderebbe criminalmente colpevoli, bensì prosecutori di un verbo espressivo codificato. Resistente alla Morte che ha cantato sfidandola.  

Canzoni di ottima fattura non mancano, come la disperata “Serendipity” sulla quale si riflettono bagliori sisteriani/nephiliani, “Effigy” e “Proverbs”, l’acherontea chiusura di “Goodbye black bird” che affonda nell’epicità dolente, la cadenzata “Windows”, alla quale fa da corredo un bel video girato in Alabama; alcuni episodi denunziano cali di tensione, ma l’arduo compito, al quale gli ON erano preparati (notabile al cover di “Love you to death” realizzata proprio quest’anno) può definirsi portato a termine con riscontri assolutamente dignitosi.   

Due note finali.

“Wisteria” come il brano omonimo de LDV-La Dolce Vita che i lettori di Ver Sacrum ben conoscono, ma trattasi di coincidenza, i lidi espressivi ai quali i due complessi approdano sono antitetici. 

Cosa manca a Fate, wine & wisteria: la bandiera del Vinland! 

 

Per informazioni: https://www.facebook.com/OctoberNoirMusic
Web: https://www.octobernoir.bandcamp.com/album/fate-wine-wisteria