E’ al secondo album come Zanias Alison Lewis, voce dei Keluar e dei Linea Aspera. Se la più recente uscita di questi ultimi, II, aveva, nel complesso, deluso, Unearthed, pur non riservando particolari sorprese, è un lavoro che racconta una storia di maturità e mestiere e fa pensare che la musica synthwave abbia decisamente ancora altro da dire. I dieci brani di Unearthed si collocano in una sfera elettronica a colori oscuri, ma varia e briosa: le soluzioni sonore risultano spesso brillanti, a volte persino insolite e fanno da sfondo a una parte vocale davvero pregevole. Nel suo oscillare fra pop elettronico leggero e scenari densi di malinconia, con ritmi che richiamano il dancefloor abbinati a visioni atmosferiche oppure oniriche, Zanias ha trovato il modo di distinguersi istituendo un proprio linguaggio. Si comincia con “Unfathomed” uno dei pezzi dai suoni più duri, che incalza con la ritmica nervosa e il canto, palesemente alla ricerca di effetti originali. Subito dopo, “Unraveled”, si sposta su tesi contesti dark senza perdere d’occhio il dancefloor e “Untethered” – si noti la scelta significativa dei titoli – introduce elementi ethereal in efficace contrasto con l’andamento comunque ‘imperioso’; la title track opta invece per un registro ancora più aspro mentre la voce appare distante. Il paesaggio cambia in “Unsaid” le cui sonorità accattivanti e intrise di malinconia mirano a colpire punti sensibili – e ci riescono! – anche se “Unseen” ci fa poi nuovamente sprofondare in tetri siti che la ritmica vivace non rende meno inquietanti; poco più avanti la bella “Undreamt” abbina canto seducente, note elettroniche avvolgenti e basso rimbombante con esiti ammirevoli e “Unturned” lascia un’ulteriore fosca, malinconica impronta su questo intrigante album che termina con i suoni martellanti e le variegate tonalità vocali di “Unbound”, dimostrandosi assolutamente degno di interesse.