Brown Book rimane ancora oggi il disco più importante del folk apocalittico. Uscì quasi contemporaneamente ad Imperium dei Current 93. Non si tratta in realtà di una coincidenza in quanto all’epoca le concezioni musicali di Douglas P. E David Tibet si stavano avvicinando. Con Imperium infatti i Current si allontanarono, per la prima volta, dall’esoteric industrial dei primi album come Nature Unveiled e Dogs Blood Rising per abbracciare uno stile dalle atmosfere più pacate in cui si intravedeva la forma della canzone folk. Evoluzione che si compirà pienamente con il successivo Earth Covers Earth dell’anno seguente in cui, non a caso, troveremo Douglas. P. In veste di collaboratore assieme anche a Tony Wakeford (ex Death In June e leader dei Sol Invictus). Paradossalmente Imperium suonava comunque molto più oscuro e tetro di “Brown Book”.

In ogni caso la prima parte di Brown Book è quanto di meglio si possa ascoltare in ambito di folk apocalittico. Dopo l’iniziale filastrocca macabra di “Helige Tod” (Santa Morte) è la volta di “Runes and Men”, uno dei momenti più iconici ed evocativi di tutta la produzione Death In June: il brano è una splendida ballata acustica (in cui si può ascoltare il campionamento della voce di un gerarca nazista) introdotta da una fanfara militare che riporta alla memoria oscuri tempi dimenticati e antichi simboli ancestrali dell’Europa in cui le rune guidavano ancora le coscienze e lo spirito. Sia “Hail! The White Grain!” che “To Drown A Rose”, quest’ultima con Rose McDowell degli Strawberry Switchblade alla voce, sono “standard” epocali del genere. In questo brano viene evocata l’ossessione per il simbolo della “rosa”, ispirato dalla produzione di Yukio Mishima e molto ricorrente nell’iconografia della Morte in Giugno. Poi entra in scena la figura di David Tibet che dona il suo contributo fondamentale ad oscure litanie come “Red Dog – Black Dog”, “We are the Lust” (con alla voce John Balance dei Coil) e “Punishment Initiation” che avvicinano le sonorità del disco ad alcune tipiche atmosfere dei Current 93 del citato Imperium. La title-track “Brown Book” è una rilettura dell’”Horst Wessel Lied”, l’inno delle SA, e ci immerge in un’epoca che ha segnato indelebilmente e in modo tragico la nostra storia. Molti saranno scossi dalla ripresa di un inno così controverso ma la visione di Douglas P. non conosce compromessi, una posizione questa che ha sempre ostacolato la sua carriera anche per il rifiuto ostinato a dare spiegazioni chiare circa le sue effettive convinzioni.

Di Brown Book è stata pubblicata nel 2007 una versione lussuosa in marmo che celebrava il ventennale del disco: il simbolo del Totenkopf 6 (Testa di Morto), usato dalle SS, è ben evidenziato e incavato sulla facciata superiore. Questa versione – limitata a 1000 copie – è ormai esaurita e ha raggiunto una quotazione molto alta (200-250 Euro) fra i collezionisti. Comprende 2 cd di cui il primo è la versione rimasterizzata del Brown Book originale mentre il secondo contiene 7 versioni alternative di tracce già apparse in realtà in singoli e compilation. All’interno del box ci sono anche 4 toppe di stoffa con i simboli del gruppo, un booklet con fotografie e una traduzione in inglese del monologo iniziale. I 2 cd sono ricoperti da velluto marrone. Onestamente si tratta di un’operazione riservata ai collezionisti che trovo un po’ discutibile anche se accattivante. Molto più agevole procurarsi la ristampa in digipack DEL 2000 (anche questa ora fuori catalogo) sicuramente più fruibile. Di “Brown Book” esiste anche la versione con il titolo tedesco intitolata Braun Buch Zwei. A causa della presenza dell'”Horst Wessel Lied” la vendita del disco è vietata in Germania dove la legge tedesca vieta l’uso di simboli di organizzazioni incostituzionali.