Nel 2020 i Leaves’ Eyes pubblicarono il doppio “The last Viking”; un cd “cantato” ed uno interamente strumentale, con la tracklist che si ripeteva pari pari. Ottavo disco, secondo con alla voce Elina Siirala. 

Ma evidentemente per Alexander Krull, capo-banda indiscusso del combo tedesco, non era bastante, la celebrazione dell’epopea vichinga meritava ben altro, ed ecco succedersi il documentario “Viking spirit”, ed allora perchè non unire il tutto? Ed ecco il risultato, il ricco The last Viking – Midsummer edition. Opera colossale che si riassume in tre cd ed un dvd, il quale rappresenta la componente più interessante dell’iniziativa, testimoniando l’attività della comunità dedita al ricupero dello stile di vita degli scorridóri norreni.  Della quale Krull è scrupoloso componente. E la musica? I quattordici brani dell’originale “The last Viking” non fanno che ribadire uno stile personale sì, ma pure mostrante le prime crepe in quanto ad ispirazione. Elina Siirala è ormai accettata a pieno titolo dalle schiere di fedeli fan, anche se per molti la Espenaes rimane inimitabile icona di stile e classe esecutiva, gli interventi di Krull, col suo vocione, a tratti paiono fuori luogo, per il resto si segnalano intatte le ampie aperture sinfoniche, l’indugiare nell’autocompiacimento, il ricorso reiterato alla coralità che non possono mancare. Assieme a “Break into the sky of Aeon”, “Black butterfly” (con l’ospite Clémentine Delauney dei Vision of Atlantis) è uno degli episodi che prediligo, pur nella sua smaccata ruffianeria, ma anche “Night of the ravens” mostra i segni del talento (a dispetto di tastiere un po’ debolucce), i dieci minuti della title-track rappresentano la compiuta definizione dello stile dei Leaves’ Eyes: osare oltre ogni limite, anche a costo d’apparir presuntuosi. Ma i veri Vichinghi di ciò non si curano… 

Chissà che il prode Krull non ci riservi altro materiale dedicato al da lui evidentemente amatissimo re Harald il Terzo… Bisogna dargli atto che lo sforzo compiuto nel nome della rappresentazione quanto più fedele della storia e della civiltà vichinghe produce un’opera sicuramente interessante, anche se, dal punto di vista della durata, davvero estenuante; il solo primo disco conteggia oltre sessanta minuti, moltiplicatelo per due ed aggiungetevi il terzo ed il dvd…