E’ necessario operare una selezione. Una frattura, una rottura netta. Tra il buono ed il meno buono. 

New Heavy Sounds inaugura una serie di ep, tra gli artisti coinvolti eccoli, i nostri Tenebra. Che in tre brani ed in una manciata di minuti operano quella salutare cesura che evocavo nell’introduzione a questo mio delirio. “Cracked path” anticipa il disco che verrà nel 2022, ed esplode in tutta la sua carica “primitiva” (non lo scrivo così un tanto…), la batteria che ti assale, la chitarra che cala come un’ascia insanguinata, ed il canto, o sì, ecco la differenza. Suono senza tempo, perché non c’è stata un’epoca in cui collocarlo. Non si è mai esaurita, solo che pochi ne sono degni, pochi riescono a comprenderla/farla comprendere, tra questi i Tenebra. “Hard luck” rimarrà a quanto pare inedita, selvaggia, scontrosa, non mette a proprio agio, va accettata così come è, in tutta la sua intonsa purezza. “Primitive man” ha quasi cinquant’anni. Jerusalem, da Salisbury, UK. Patrimonio dell’hard rock. Prodotti all’epoca da Ian Gillan. Quando irrompe il flauto di Giorgio Trombino, il quadro si delinea. Una bellezza prisca, inconcepibile oggidì, eppure la stiamo ascoltando, pare l’abbiano scritta loro quatta magnifica canzone! Sacrale.  

 

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Web: https://tenebra666.bandcamp.com