Aidan Baker è un multistrumentista che suona principalmente la chitarra, strumento da cui riesce a trarre delle sonorità particolari attraverso l’uso di effetti elettronici. La sua musica vira verso la musica ambient e di ricerca ma in, in realtà, spazia anche fra influenze postrock, shoegaze, neoclassiche e jazz. Ha alle sue spalle una nutrita discografia e ha collaborato con artisti del calibro di Tim Hecker, Carla Bozulich, Thor Harris e Gareth Davis. Ora la Dissipatio, un’etichetta italiana devota ai suoni sperimentali che inizia ad avere nel suo catalogo dei titoli interessanti, pubblica il suo nuovo album intitolato True Dreaming (To Bend The World). Si tratta di un lavoro nel solco di ambientazioni soffuse e ipnotiche che mirano a far entrare l’ascoltatore in una dimensione onirica facendo emergere dal suo inconscio dei ricordi antichi che sembravano sepolti. Le atmosfere sono pacate e ci trasportano ad esplorare paesaggi dell’anima sconosciuti. Le tracce sono costruite attraverso suoni stratificati di chitarra elettrica ed acustica. Siamo lontani da un approccio post industrial e sicuramente più vicini all’avanguardia anche se, alla fine, credo che il disco possa piacere agli amanti del dark-ambient. Nella quinta traccia troviamo anche l’uso di una voce subliminale che dona un tocco meditativo e sognante molto originale. A tratti sembra di ascoltare quasi una sorta di raga indiano in virtù dell’estremo minimalismo. D’altra parte già un maestro della musica minimale come Terry Riley si era interessato alla struttura della musica orientale. In ogni caso l’effetto complessivo è siderale e cosmico e riesce sicuramente a produrre buone vibrazioni e a rilassare la mente. Questo è un disco che piacerà a uno zoccolo durissimo di ascoltatori che amano i suoni di confine. Disponibile su Bandcamp: https://dissipatio.bandcamp.com/album/true-dreaming-to-bend-the-world.