Titolare di diversi progetti tutti improntati al più puro spirito DIY, o quasi, il Musicista napoletano Bruno Masulli si ripropone con la sigla In Aevum Agere, alla quale si fanno risalire due interessanti opere quali “The shadow tower” del 2012 e “Canto III” del 2019 (il primo venne pubblicato dalla orgogliosamente autarchica Pure Steel). Anche per il presente si fa riferimento al doom epico e maestoso, sottolineato da batteria possente, cantato enfatico, alcuni recitati d’effetto e da un suono (sopra tutto delle chitarre) che approda a tratti ad un classicismo metal che fa evidentemente parte della delineata personalità artistica di Masulli. Un doom metal fieramente incontaminato che trova nei Solitude Aeturnus (indi nei Candlemass, farete opportunamente notare) un valido punto d’approdo tra le sue stigie sponde, ma non l’unico. I riferimenti all’Opera Dantesca si palesano fin dal titolo, proseguendo nel solco tracciato in passato, e marcando una netta distinzione tra questa ed alte iniziative liricamente più scarne, altro motivo di plauso. Pur ricorrendo ad un parco mezzi limitato, Masulli pone grande attenzione alla cura dell’effetto, garantito da brani che rappresentano l’essenza dell’epic-doom quali (cito ad esempio) “The City of Dis” e “Sorrowful goodbye”, ammantati d’una aura oscura ed eccellenti rappresentanti di quello che è il pensiero dell’Autore. Sostanza che prevale sulla posa, sempre nel nome del doom. 

Bruno Masulli: voce, chitarre e basso 

Claudio Del Monaco: batteria 

Ospiti: 

Piersabato Gambino: basso 

Marcello D’Anna: basso