LHAM è il monicker dietro cui troviamo Giuseppe Verticchio (conosciuto dai seguaci del dark-ambient per il suo progetto Nimh ma attivo anche Hall Of Mirrors e Twist of Fate) e Bruno De Angelis (Mana Erg), quest’ultimo un’eclettico sperimentatore di svariati suoni e generi musicali che ha pubblicato anche alcuni album solisti. A giudicare dall’ascolto del loro album di debutto Leaving Hardly A Mark si tratta di un connubio felice. Le ambientazioni sono estremamente rarefatte e soffuse, caratterizzate dall’uso di una strumentazione elettronica oltre a vari strumenti come chitarre, basso e effetti vari. Il risultato finale vira decisamente verso una classica musica ambient con influenze “eniane” ma sono ravvisabili anche influenze World Music e si avverte in sottofondo la ricerca di nuovi territori musicali. Questa è una musica che fa viaggiare la mente alla scoperta di paesaggi immaginari inediti. Le atmosfere quiete e subliminali hanno una forte carica cinematica e sarebbero perfette come colonna sonora di un film di fantascienza ambientato nello spazio profondo. Ma, alla fine, come nella migliore tradizione della “Deep Music”, questi suoni riescono a scavare un passaggio nel nostro spazio interiore facendo emergere immagini appartenenti all’inconscio collettivo. L’iniziale “Access” ci introduce a questo viaggio metafisico attraverso sonorità minimali. Alcune tracce sono pervase da una tensione sotterranea come “Hail On Mary”, altre virano verso suoni sperimentali come “Ferar Dolom” o quieti e onirici come in “Benath The Ice” che mi ha ricordato Steve Roach. In generale Leaving Hardly A Mark gode di un’ispirazione felice grazie al suo suono liquido e cangiante. Caldamente consigliato a chi segue la musica ambient. Il cd si presenta in una raffinata edizione digipack limitata a 200 copie. Disponibile presso il sito della Silentes al seguente link: http://store.silentes.it/.