Asylum, manicomio. Asylum tredicesimo album dei Kiss.  

Asylum dei Lucifer for President è il fulminante esordio di questo super-gruppo (la definizione ci sta), costituito da frequentatori abituali dell’eccellenza del metal alternativo nazionale. Un disco che, al netto di qualche, limitata ovvietà, si dimostra solido, ben congegnato e sostenuto da una trama definita che delimita un percorso studiato.  

Asylum poggia su una robusta base costituita da metal horrorifico che fa tesoro delle esperienze dei singoli componenti il quartetto, non limitando la visione complessiva dell’opera ad una sola direttrice. La voce e l’interpretazione di N-Ikonoclast rimandano ad Alice Cooper ma nkn solo, l’articolata struttura strumentale (di assoluto valore, quivi il mestiere dei singoli pesa eccome) trae vigore ed ispirazione dai Death SS (immancabili, nel genere Maestri insuperati e naturale riferimento a chi si cimenta con queste sonorità) ma anche dal black/death come dallo sleazy più duro. Sostanza e posa una volta tanto non collìdono, traducendosi in una mistura micidiale che riserva più d’una sorpresa, come nella stoogesiana “I’ve got two friends”. A loro agio sia nelle parti di punksters rabbiosi (perdoniamo loro un titolo banalotto come “Sex, drugs and rock’n’roll”, corsa a perdifiato con meta finale la dissoluzione fisica e mentale), come in quelle più sperimentali e disturbanti (“My psychic n. 10:04:14” incanala nei suoi tre minuti scarsi gli impulsi più sperimentali dei quattro evidenziando l’approccio di rottura delle convenzioni del metal, una componente identificata delle elaborazioni delle band di provenienza), si cimentano in due cover (“Amandoti” dei CCCP la lascio alle vostre personali considerazioni, di “We are 138” dei Misfits suggono l’anima dissacratrice ed anticonformista) solo apparentemente antitetiche, affidando a “Suicide” ed “Exorcism” il compito di onorare le Guide sopra citate. “The kiss of the witch” ricupera e consolida l’elemento horror metal che rappresenta nel contempo principio ed approdo delle loro più naturali pulsioni, abbandonandoci poscia alla disturbante chiosa di “Planet Lucifer” (narrazione di Alessandro Comerio – Forgotten Tomb). Plauso, meritato, alla My Kingdom Music, patrocinatrice dell’iniziativa, una delle pubblicazioni di punta del 2021. 

N-Ikonoclast: voci (Ensoph, Death Dies) 

Danjal: basso (Death Dies) 

Demian De Saba: percussioni (Evol, Death Dies) 

Legione A.D. Antiochia (Samael Von Martin): chitarre (Evol, Death Dies)