Paolo F. Bragaglia è uno storico compositore italiano elettronico che proviene dalla scena new wave marchigiana. Ha alle spalle un’intensa attività musicale in gruppi come Tzar’s Revox e 3B Unit ma, soprattutto, ha sempre dimostrato un vivo, oltre che per la musica, anche per altri ambiti artistici come il teatro, la danza e le gallerie d’arte per cui ha composto delle colonne sonore. Nel 1998 ha collaborato anche con Mauro Pagani. Il suo Mystere du Printemps del 2006, pubblicato dall’etichetta specializzata in suoni elettronici Minus Habens è ancora oggi un disco di culto. Ora sempre la Minus Habens fa uscire il nuovo album The Man From The Lab in collaborazione con Ganzfeld Frequency Test, una sorta di concept concepito come una colonna sonora elettronica di una serie televisiva immaginaria. Il tutto fa molto fantascienza apocalittica e credo che il tema sarebbe piaciuto molto al grande scrittore inglese James Graham Ballard. Si parla di un virus misterioso e questo suona molto attuale considerando il periodo pandemico che stiamo vivendo. Il che ci potrebbe far definire The Man From The Lab come “musica composta ai tempi della pandemia” considerando che l’album è stato concepito durante il primo lockdown. Credo le atmosfere qui contenute faranno la gioia degli amanti della della new wave inglese elettronica degli anni ‘80 e, in particolare, di quanti hanno seguito i Cabaret Voltaire, gli Human League, John Foxx e Gary Numan. Tuttavia Paolo F. Bragaglia non può certo essere accusato di “passatismo” in quanto riesce a creare un linguaggio elettronico originale e moderno. Una delle tracce più pacate è forse la title-track grazie alle sue ambientazioni elettroniche liquide e soffuse che, in alcuni momenti, mi hanno ricordato addirittura certi Tangerine Dream. Anche “Dust” si caratterizza per uno stile quieto e meditativo al contrario di “The Mixture” e “Rabbit’s Run”, 2 tracce dall’approccio molto concitato. “Black Swan” è invece l’unica traccia in cui è presente la voce e, come ammesso dallo stesso autore, si tratta di un omaggio alla musica cold wave elettronica e al John Foxx di Metamatic. La chiusura e’ affidata alla cupa “Dawn of the Mouse” che sembra uscita direttamente da un thriller fantascientifico. Caldamente consigliato agli amanti della new wave elettronica.