Trio proveniente per due terzi da Malta (sede del “Doom over Malta”, uno dei più longevi festival a tema) e per il restante dai Paesi Bassi, con l’aggiunta di un vocalist ospite (preciso, due considerando che su una singola canzone si esibisce Daniel Neagoe che di Sigil of the pilgrim sun è responsabile dell’artwork). Il progetto è di recente istituzione, avendo rilasciato nel 2019 il singolo “Voyage to the end of time”, che anticipa il presente esordio in lungo, non difetta però in quanto a consistenza, merito delle esperienze trascorse dei musicisti coinvolti. Il solido impianto death/doom che caratterizza il disco si mostra cosciente debitore nei confronti dei Maestri albionici My Dying Bride, si ascolti l’eccellente “Dream rivers lachrymose” (e Paradise Lost, “She who wakes from slumber”), i Pilgrimage non celano l’ambizione di collocarsi fra gli epigoni più credibili del combo di Halifax, e non possiamo non gioirne. La canonica durata estesa dei singoli brani (ad eccezione della nominata “She who wakes…”, cinque minuti, i restanti superano abbondantemente i sei) non infirma l’atmosfera tesa che li caratterizza, traducendosi in una lenta, sepolcrale celebrazione del genere (“Through the well of starlight”).  

 

Sean Pollacco – basso 

Dino Mifsud Lepre – batteria 

Eric Hazebroek – chitarre 

 

Dario Pace Taliana – voce 

Darryl Portelli – chitarre (live)