Il 2021 aveva riservato anche una chicca per i nostalgici veri, quelli che – per intenderci – non molto tempo fa avevano speso una lacrimuccia di rimpianto alla notizia della dipartita di Gabi Delgado, stella tedesca dell’elettronica e creatore, insieme a Robert Görl, di un progetto più che glorioso. I DAF hanno significato tanto e sono stati, per così dire, i padri spirituali di molta musica successiva, in particolare quella che oggi è nota come EBM. Görl, ritrovatosi solo, non ha voluto abbandonare un’idea che, a quanto si è letto, era nata poco prima che se ne andasse Delgado e ha ripreso materiale d’epoca rimasto in suo possesso, contenente anche sequenze inedite su cui basarsi per scrivere nuovi brani, che ha poi eseguito da solo. Il risultato del lavoro suo e di Sylvie Marks, che ha attivamente collaborato e fornito supporto all’opera, è questo Nur Noch Einer: un titolo emblematico per una leggenda, anche perché tutto lascia supporre che sarà effettivamente l’ultimo disco. Cosa vi troviamo? La prima traccia, “Erste DAF Probe”, come spiegato dallo stesso Görl, rappresenta la revisione della prima prova con Gabi, avvenuta nel seminterrato del Ratinger Hof a Düsseldorf, ove i primi DAF si riunivano: pochi suoni elettronici ‘abrasivi’ – in origine era usato uno stilofono – abbinati a una ritmica ossessiva all’inverosimile. Appare poi lo stile tipicamente DAF in “Im Schatten” e, di più, nella seguente “Kunststoff”, ove pare ancora di respirare l’atmosfera di Gold und Liebe: minimalismo, energia, suoni ipnotici e, al tempo stesso, muscolari; sulla stessa linea anche “ Wir Sind Wild”, vicina, come altri brani dei DAF, ai contesti frenetici che, non molto dopo i DAF, hanno caratterizzato l’EBM. Quindi, bypassata la lineare e ripetitiva “Das PurPur Rot”, “Gedanken Lesen” si impone come un classico del duo, con il ritmo dinamico per non dire ‘galoppante’ e le ‘drastiche’ sonorità elettroniche, mentre, poco dopo, domina l’operazione nostalgia in “Ein Kind Aus Dem Ratinger Hof”, un ulteriore omaggio al ‘sito’ delle origini – non sfugga il verso ‘und DAF war für immer da’! – dove l’avventura iniziò. E se in “Loslassen” l’andamento ossessivo lascia presagire la techno, come del resto accade in “ Kein Ausweg”, “Es Muss Ans Licht” riprende i tòpoi dello stile DAF esasperandone l’aspetto oscuro, mentre più in là, “Das Geschenk” evidenzia il pathos della voce di Görl, che domina sul motivo elettronico semplice ed essenziale; la title track chiude infine con tonalità vagamente malinconiche – o vogliamo dire accorate? – e ritmica quasi solenne un album che noi fan dei DAF non possiamo che accettare con commozione.