Opera finissima che Ted Tringo, l’anima di Autumn Tears, condivide con Tamar Singer/Zeresh, la quale ha già avuto modo, lo scorso anno, di mostrare tutto l’acume interpretativo del quale è dotata nel pregevole “No longer mourn for me”, autentico atto di desolazione doom co-firmato con Albireon e patrocinato dall’attenta Toten Schwan. 

Sono canti di dipartita avvolti in un pregiato sudario quelli di Tringo, ammantati da quella classicità che è connaturata al progetto del Maestro di Billerica, Massachusetts, interpretati magnificamente dalle voci di Caroline Joy e di Darren Clark, commoventi notturni che il numeroso complesso di musici coinvolti rende ancor più coinvolgenti. Essi tutti assieme ci calano nelle insondabili profondità del Dolore, emergendo una spiritualità che è rarissimo incontrare oggidì. Quasi un rifiuto sdegnato della contemporaneità tanto pare distante dai quotidiani patimenti, che paiono così gretto rimpianto del materialismo dominante, così appare l’algidissimo Widowing, sublime gesto di rifiuto, anelito ad una forma impeccabile che rimanda alla eterna fissità degli sguardi d’un capo perfettamente scolpito nella pietra più pregiata. 

Tamar Singer/Zeresh si circonda dei suoi fidatissimi, per dar corpo e sostanza alle sei canzoni che firma (sette sono quelle intestate ad Autumn Tears, precisando che l’apertura di “Stigma of serenity” si riduce a meno di due minuti): Déhà e Davidavi Dolev al canto ed il violino di Sara Kraseman si integrano al tappeto di rumori intessuto ad arte dal marito di Tamar, Michael Zolotov. Possessing trae ispirazione, per quanto afferisce all’apparto lirico, a Shakespeare ed a John Clare, poeta inglese di umilissime origini vissuto tra fine Settecento e metà Ottocento dall’esistenza disgraziatissima e dalla fortuna incerta, aprendosi e chiudendosi con “The secret (I loved thee)” ed “Exorcising (I do not love thee)”: percorso circolare di sofferenza. Commovente, d’un sentimento che pare però meno frigido di quello che attraversava come una lama il tessuto sonoro di Widowing (esemplare a tal proposito “Unmaker of worlds”, ove la voce di Caroline Clark evoca quel disfacimento che diede il titolo ad un disco dei Golgotha di Karl “The preacher” Foster). 

L’esperto Peter Bjärgö unisce in solida lega le due anime vive e distinte di Widowing/Possessing indirizzandole lungo un  decorso narrativo unitario. Se gli Arcana (e risalendo alle fonti i Dead Can Dance) possono rivelarsi un ovvio riferimento, vanno citati anche Ataraxia, Love Is Colder Than Death, Stoa. Ma il blasone di questi Artisti non necessita di buoni uffici!  

 

Per informazioni: https://zeresh.bandcamp.com
Web: https://autumntears.bandcamp.com