Un suono che si specchia nelle acque lutulente del Mississippi, una voce che evoca tormenti, fisici e soprattutto interiori. Il lato più oscuro del doom, è qui che si collocano gli storici Crowbar di Kirk Windstein, annoverati fra i Padri Fondatori (se non “i” Padri Fondatori”) dello sludge.  

I Crowbar sono l’emanazione dell’anima di Windstein, per esso rappresentano l’urlo liberatorio, la fuga dalla disperazione. Affidando la sua coscienza malata a queste tracce tragiche e potenti, il main-man compie un rito di espiazione che non prevede però remissione totale. La spiritualità del doom, quello del Sud degli Stati Uniti, con i suoi dogmi ed i suoi distinguo, trasfigurata in una serie di litanie dalla forza evocativa squassante. E che in “Denial of the truth” si apparentano alla gestualità icastica dei Solitude Aeturnus. Altra gente del Sud, non a caso.  

I Crowbar e New Orleans, New Orleans ed i Crowbar. I suoi culti, le sue liturgie, è NOLA la loro culla, la matrice del loro suono. Che anche in Zero and below si mostra in tutta la sua impetuosa fortezza. Condizione essenziale, per affrontare le avversità che il Fato ci riserva. Windstein ed i suoi lo sanno bene, anche per questo Crowbar esiste e resiste ancora.