The Last Hour, progetto di Roberto Del Vecchio, torna nel 2022, a distanza di circa otto anni dal precedente lavoro Deadline, con il nuovissimo Black Eyes. Se in Deadline avevamo sottolineato come il mood fosse fondamentalmente malinconico e introspettivo, perfettamente espresso dalle freddissime sonorità elettroniche, in Black Eyes, ove comunque la ‘temperatura’ resta decisamente ‘icy’, i suoni risultano più accattivanti e meno ‘spigolosi’, sfruttando al massimo le possibilità del sintetizzatore per ricavarne anche scenari di maggior respiro. Troviamo quindi all’apertura la title track che esordisce con una certa vivacità introducendo una delle melodie più riuscite del lotto e concludendo con note letteralmente scintillanti. Subito dopo, anche “Dead World”, nel suo minimalismo, si rivela un gradevolissimo ascolto, mentre “It All Falls Apart” opta per un paesaggio più tetro e scorato e il basso ne esalta, per così dire, la drammaticità; “Parallel Universes”, strumentale di ‘lusso’, mostra l’ampiezza di respiro di cui si diceva, inducendo lo sguardo a cosmiche visioni. Ma poi, “The Dead of Night” ripropone il contesto cupo, interpretandolo con suoni ricchi ed elaborati senza però apparire ‘barocco’ e “Welcome to Dystopia” rispecchia tutta l’oscurità anticipata dal titolo, tratteggiando immagini di pessimismo ‘industriale’ dal sapore vagamente apocalittico; “Through the Looking Glass” strizza l’occhio al dancefloor optando per una ritmica più sostenuta. Infine, “Electric Impulses”, altra strumentale notevole per la complessità sonora, chiude con autentica grandiosità e visioni di orizzonti lontani un album che non possiamo che consigliare.