L’ambient presuppone la totale compenetrazione tra musica e visione. Immagini e stati d’animo generati dalla prima, destinati al fruitore pronto ad accoglierli. Droneworks (non solo semplice assonanza con i “Selected ambient works” di Aphex Twin) si compone di cinque capitoli caratterizzati da sonorità rarefatte, apparentemente glaciali, non mancando però squarci, vampe che s’insinuano perfettamente nel contesto narrativo dell’opera di Sergio Calzoni, ormai perfettamente a suo agio con il genere. Come in “Droneworks III”, che accoglie tra le sue anse un lento movimento ascensionale che ambisce alla luce chiarissima d’un mattino qualsiasi, purché libero dai veli opprimenti della quotidianità. La durata estesa dei singoli episodi induce alla contemplazione raccolta, a visioni immaginifiche di voli radenti sui resti pietrificati di foreste millenarie appartenenti ad evi (ed a mondi) inconosciuti all’uomo, ovvero su distese di ghiacci perenni che paiono non aver confini; paesaggi (interiori) d’una bellezza inaudita, abbacinante, ove il silenzio distende il suo manto, una coltre che Orghanon fa scivolare via lentamente e con estrema grazia svelando un flusso dronico inesauribile. A “Droneworks V”, il più breve (cinque minuti conto i dieci/undici di quelli che lo precedono) il compito di chiudere, immergendosi in acque profonde, nel buio che non è quello della notte. Sensazioni/sentimenti inderogabili. Il soffione in copertina, il gesto liberatorio, il richiamo alla fanciullezza, disperdere nell’aria i suoi semi. 

 

 

 

Per informazioni: http://store.silentes.it
Web: https://orghanon.bandcamp.com/album/droneworks-i-v