Abyssian nasce nel 2010 per volontà di Rob, nome che forse qualche appassionato di doom ricorderà per essere stato uno dei membri fondatori dei Sinoath. Nel 2012, con l’entrata di Frans (Svirnath), gli Abyssian diventano un duo. Nel 2016 (con una formazione ormai allargata) esce Nibiruan Chronicles, il primo full-length della band milanese. Il disco si presenta bene sin dalla copertina raffigurante il volto di un’antica divinità. E tutto il lavoro, intitolato Godly, è una sorta di concept dedicato alle civiltà sommerse dell’antichità e a dei dimenticati. Troviamo anche precisi riferimenti alla poetica Sumera circa l’ipotetica creazione del mondo. Musicalmente il disco è molto più vario di quel che ci si potrebbe aspettare. Già la prima traccia “Seven” è esemplificativa del loro stile: il tipico stile lento e “doom” (mentre la voce recita oscure litanie) che caratterizza l’inizio muta in un sound più veloce di marca quasi death-metal. Il pezzo più articolato di “Godly” è (insieme alla title-track) indubbiamente “Nigra Lux” (di circa 9 minuti): la parte iniziale è tiratissima e non lontana dal metal più estremo poi le atmosfere diventano più tranquille e doom. La parte centrale è quella più sorprendente: il suono è caratterizzato da un basso pulsante accompagnato dalle percussioni: le atmosfere evocano realmente le civiltà sommerse di cui parlano i testi. Quindi la musica torna verso territori doom mentre il finale è rilassato con le chitarre acustiche in primo piano. La title-track (di circa 11 minuti) ha invece un incipit misterioso, molto d’atmosfera e sperimentale (quasi da colonna sonora) seguito da un riff di chitarra molto deciso che prende il sopravvento finché musica diventa nuovamente più pacata. La parte finale è stupenda ed epica. Fra le note negative segnalo la qualità della registrazione che poteva onestamente essere migliore e infine l’uso della batteria elettronica non mi ha convinto del tutto. In conclusione ci troviamo però di fronte ad un album eclettico che potrebbe potenzialmente piacere a molti ma, allo stesso tempo, spiazzare i seguaci del classico sound doom.

 

 

 

 

può più essere considerato frut