Credo che il termine “eclettico” sia molto calzante per definire un musicista come Giovanni Leonardi. Probabilmente qualcuno ne avrà sentito parlare anche perché molti sono i progetti in cui è coinvolto. Leonardi, nel corso degli anni, si è confrontato nei contesti più disparati passando dalla new wave dei Siegfried, all’elettronica dei Carnera e dei MHOLE, al jazz-noir sperimentale dei Senketsu No Night Club fino al neo-folk de L’Amara. Ora, a due anni dall’ep Cadre Noir uscito per Creative Institute e dopo il suo esordio solista Monarch del 2018, esce il suo terzo album intitolato Men against Time. La musica, rispetto al citato Monarch, è molto diversa. È come se il musicista emiliano abbia ascoltato una quantità notevole di dischi etno-Ambient e dark-ambient innamorandosi di Muslimgauze e Rapoon e di certe produzioni degli ultimi Coil. L’iniziale “Le serpent et moi” si caratterizza per loop elettronici minimali e abrasivi evocando paesaggi allucinati. Con la successiva “Ahnenerbe” veniamo proiettati invece in una dimensione rituale ed etnica che ricorda molto le tipiche ambientazioni del leggendario Muslimgauze. Più si va avanti nell’ascolto e più non si può fare a meno di entrare in una sorta di stato di “trance” ipnotica. Le ambientazioni tuttavia, pur essendo meditative, sono lontanissime dall’ambient più evanescente. Si tratta di un album da cui traspare il fine lavoro di assemblaggio dei suoni di Giovanni Leonardi che dimostra di avere una visione della musica a tutto tondo. Si tratta di un disco che richiede della concentrazione da parte dell’ascoltatore per essere apprezzato appieno ma lo sforzo viene ricompensato da musica di grande suggestione. Disponibile su Bandcamp: https://xonar.bandcamp.com/album/men-against-time.