Avevo già parlato dell’esordio di Heimito Künst, un misterioso progetto italiano dedito ad una musica strana e folle non lontana dalla psichedelia e da alcune sperimentazioni kraute degli anni ‘70. Musica a suo modo bizzarra e “weird”, nell’accezione sempre più vasta e cangiante che ha ormai assunto questo termine. Questo suo secondo album, intitolato Post Exoticism, è dichiaratamente ispirato all’opera di Antoine Volodine, uno scrittore francese di origini russe che ha esordito nel 1985 con Biographie comparée de Jorian Murgrave, un romanzo che lo inserisce subito tra i nomi più noti della fantascienza. Dal 1990, in seguito all’incomprensione critica della raccolta, Antoine Volodine abbandona la fantascienza per lanciare il concetto di «letteratura post-esotista», corrente letteraria animata da una fusione tra realtà e fantasia, scarto onirico e tensione politica. Ed è proprio a questa particolare filosofia a cui Heimito Künst cerca di dare una sorta di colonna sonora tramite ambientazioni minimali che fanno uso (oltre dell’elettronica) anche di strumenti come organo, percussioni, tromba e basso. Le atmosfere alternano momenti quasi meditativi e rilassati alternati ad altri altri più ritmici e oscuri. L’obiettivo sembra quello di creare una musica immaginaria. Post Exoticism esce in cassetta in un’edizione limitata di pubblicata da Shrimper ma distribuita anche dalla nostra Dissipatio per cui era uscito il primo album di Heimito Künst. Dispnibile su Bandcamp: https://heimitoknst.bandcamp.com/album/post-exoticism.