A distanza di circa due anni dal precedente Toxic Behaviours il progetto Shad Shadows – Luca Bandini e Alessandra Gismondi – torna con il nuovo Prismatic e con inediti e dinamici ritmi per animare i dancefloor nostrani e non. L’altra faccia degli Schonwald si è così conquistata un seguito di rilievo nella scena dark, affermandosi con sonorità robuste e travolgenti naturalmente tinte di oscurità. Rispetto al lavoro del 2020, Prismatic si attesta con decisione su una formula dark-electro talvolta spinta fino all’ossessione, talvolta più attenuata e misteriosa, ma sempre vicina all’elettronica di ‘sostanza’, caratterizzata da un’intrigante varietà di toni. Apre con solennità “Never Deep”, uno dei pezzi migliori, che, con il suo andamento grave e cadenzato, punta su uno scenario più sinistro che frenetico e  la seguente “Crystal Jungle”, seppur attestata sulla più inquietante delle atmosfere, si concede però qualche spazio di melodia che la rende tutto sommato inconsueta. “The Net”, poi, opta invece per le ritmiche ‘ansiogene’ tipicamente dark electro, come è il caso anche della successiva “Destroy” ove, appunto, il ritmo incalza fino allo spasimo; “Alessandra” offre un intermezzo gradevolmente vivace ma nel complesso meno aggressivo mentre “Her Face His Face” ci lusinga con un’apertura di ampio respiro ma torna ben presto alle sonorità più ‘toste’ del repertorio, per la gioia dei ‘danzatori’. Da qui in avanti si susseguono episodi ballabili (“Make Me Real”), momenti di tesa oscurità (“Universe”) e derive pop più orecchiabili ma efficacemente ritmate (“TV Star”), finchè non si giunge alla conclusiva “Vision”, che chiude nel più dark e convulso dei contesti un album costruito con abilità, che gli amanti del genere non mancheranno di apprezzare.