A dimostrazione del fatto che la musica synthwave produce ancora opere degne di attenzione, troviamo i Paradox Obscur – Toxic Razor e Kriistal Ann – con il nuovo album Morphogenesis, uscito da qualche mese. Se della formula scelta dal duo avevamo parlato a proposito di Artifact del 2017, si può dire che i nove brani di Morphogenesis in linea di massima vi si attengano, anche se stilisticamente si nota un’inclinazione a ritmi molto pulsanti, vicine alla dance, se non alla techno, a scapito degli scenari dark del primo periodo: un’evoluzione già presente nel precedente lavoro autoprodotto SYNΘESIS. In sostanza, se è evidente che la vasta esperienza nel campo dell’elettronica ha dato i suoi frutti sul piano della professionalità, la musica del progetto greco ha perso un po’ in spontaneità e pathos. Vediamo in dettaglio: l’opener “Cocoon” è un pezzo prevalentemente strumentale che si lascia apprezzare per l’atmosfera ‘insinuante’ tratteggiata dai nostri, basata su suoni elettronici piacevoli e di facile ascolto. Subito dopo “Stellaire” strizza già l’occhio a uno stile dance un po’ ‘plasticoso’, ovviamente scandito da ritmica martellante, e questa opzione domina con ogni evidenza in tutte le tracce del disco, per quanto la successiva “Animal Reactor” presenti una struttura più elaborata e variegata per un contesto decisamente ‘futuribile’, ove note ‘accecanti’ si alternano a beats ipnotici: modalità che possono in effetti entusiasmare soprattutto gli amanti del genere; “Evo-Devo”, invece, è uno degli episodi ascrivibili a una synthwave sì ‘danzereccia’, ma nel complesso godibile. Da menzionare anche “Wild Silk”, ove il paesaggio si fa ‘dark’ e l’andamento incalzante e nervoso lo completa, creando uno dei momenti più suggestivi del lotto, mentre i brani rimanenti non fanno che riconfermare un’ispirazione diretta ormai verso lidi e generi diversi.