Non ricordo d’aver mai utilizzato, per una recensione, il vocabolo sinergia. È vero che la mia memoria difetta, e sempre più con lo scorrere inesorabile del tempo, ma posso affermarlo con sufficiente grado di certezza. 

Or bene, è venuta l’ora di farne uso, buon uso. 

L’occasione è propizia, e come meglio sfruttarla se non soffermandomi con alcune mie personali considerazioni, su quest’opera che è talmente ardimentosa, a tal punto fuori dal tempo (non cito quel complesso italiano che tutti i lettori di V.S. dovrebbero conoscere), che definirei financo sconsiderata. Visto l’impegno e le forze messe in campo, essa merita ben più d’un fugace sostegno di facciata. Che siate o meno conoscitori/estimatori dell’ensemble oggetto di questo tributo (genere di iniziativa alla quale siamo ormai adusati, che a volte subiamo con pazienza, ma stavolta i presupposti ed il vissuto dei curatori ci mettono al riparo dalla noia), The dark side of the Cult va tenuto nella giusta considerazione. 

Scende in campo Giancarlo Bolther, anima e mente di Rock-Impressions, uno dei tanti siti con i quali condividiamo la passione per… generi?, musiche?, ambienti sonori sovente di confine, marginalizzati dal mercato discografico (che non esiste più e facciamocene una ragione). Il quale è penna appassionata ed arguta, pronta ad attribuire lodi giustificate e misurate a chi merita, ma pure a ricorrere alla sciabola quando serve, facendo sfoggio di una critica sempre e comunque educata e competente. 

Eppoi Black Widow Records, l’opera della quale è animata da passione e disciplina, un rigore esemplare che la mette al riparo dalla caducità delle mode e delle correnti mutevoli che infettano i gusti del pubblico massimalista. 

Un azzardo, questo omaggio ai Blue Öyster Cult, che certamente ha comportato investimenti e sacrifici, ma che ci conforta con un risultato che costituirà una presenza insostituibile per coloro che, spero siano numerosi, entreranno in contatto con essa, e seguiranno il percorso tracciato da ogni singola canzone. 

Soffermarci sul lascito del collettivo artistico americano, sull’importanza (spesso non riconosciuta se non parzialmente) che esso ha avuto nell’evoluzione, nella tracciatura di uno stile che, proprio per la sua cangiante natura, essendo difficilmente catalogabile ha ad essi impedito di assurgere a vette di considerazione che tanti altri colleghi, dotati di talenti assai più miseri, hanno agevolmente conseguito, ci distrarrebbe dal fine di questa mia, che vuole essere solo uno spunto a beneficio dei più avveduti.  

Due dischetti, ventinove tracce complessive. Cofanetto in cartoncino rigido nero, immagine di copertina quanto mai affascinante nel tetro mistero che lascia trapelare. Esaustiva introduzione curata dallo stesso Bolther, condivisa con John Shirley, romanziere (fra i suoi titoli “Transmaniacon”, fu inoltre autore dei testi di “Heaven forbid” e di “Curse of the hidden mirror”), con il giornalista e critico musicale Martin Popoff (non poteva fornire coordinate migliori, in merito alla proposta musicale dei BÖC, definendola “un incrocio tra Cheap Trick, Black Sabbath, Max Webster e The Stranglers”!), con il produttore David Lucas ed infine con Ross The Boss (Dictators, Manowar). Libretto d’una trentina di pagine, per ogni complesso partecipante scheda con fotografia e formazione. Un’Opera preziosa, anche al tatto, un’immersione totale nell’Universo occulto, alieno dei BÖC, un’operazione di portata formidabile alla quale i partecipanti s’approcciano con attenzione, mantenendo intatte le loro personalità. Non ha alcun senso stilare una ipotetica classifica di chi è migliore e chi lo è meno (non esiste un “peggiore”). Alcuni nomi sono noti, altri andranno indagati a seconda del bagaglio di conoscenza in possesso di ognuno dei fruitori di The dark side of the Cult. Gruppi assemblati per l’occasione ed altri con carriere consolidate alle spalle. Da citare almeno Albert Bouchard, batterista dei BÖC. 

L’impatto visionario dell’epopea che i BÖC hanno generato con le loro pubblicazioni viene qui ripreso, rinnovato e traslato nell’attualità. L’Utopia che essi collocarono in un Tempo sempre in divenire, in anticipo sugli eventi, sulle correnti. Una narrazione poderosa, terrificante che escludeva a priori la mediocrità. Oggi più che mai necessaria, anche se stiamo volgendo giocoforza lo sguardo al passato. Per trarne ispirazione e vigore, e un rinnovato sollievo per tutti i veterani di guerre psichiche. 

Tracklist:
1. Transmaniacon – Transmaniacon MC (S. Pearlman, A. Bouchard, D. Roeser, E. Bloom)
2. Salem Cross – Stairway To The Stars (R. Meltzer, A. Bouchard, D. Roeser)
3. Presence – Before The Kiss, A Redcap (S. Pearlman, D. Roeser)
4. L’Impero Delle Ombre – She’s As Beautiful As A Foot (R. Meltzer, A. Bouchard, A. Lanier)
5. Spectres Dead Dream – Cities On Flame With Rock And Roll (D. Roeser, A. Bouchard)
6. Humulus – The Red & The Black (A. Bouchard, E. Bloom, S. Pearlman)
7. Albert Bouchard – Baby Ice Dog (A. Bouchard, E. Bloom, P. Smith)
8. Epitaph – Wings Wetted Down (A. Bouchard, J. Bouchard)
9. Belladonna – Mistress Of The Salmon Salt (A. Bouchard, S. Pearlman)
10. Bretus – Career Of Evil (A. Bouchard, P. Smith)
11. Bullfrog – Dominance And Submission (A. Bouchard, E. Bloom, S. Pearlman)
12. Witchwood – Flaming Telepaths (A. Bouchard, E. Bloom, S. Pearlman, D. Roeser)
13. Blue Dawn – Astronomy (J. Bouchard, A. Bouchard, S. Pearlman)
14. The Forty Days – (Don’t Fear) The Reaper (D. Roeser)
15. Il Segno Del Comando – The Revenge Of Vera Gemini (A. Bouchard, P. Smith)
16. Jim Gustafson and Poobah – Godzilla (D. Roeser)
17. Lifestream – Death Valley Nights (R. Meltzer, A. Bouchard)
18. Gothic Stone – Nosferatu (H. Wheels, J. Bouchard)
19. Doctors Of Space – The Vigil (D. Roeser, S. Roeser)
20. Freddy Delirio and The Phantoms – Black Blade (E. Bloom, M. Moorcock, J. Trivers)
21. Ottone Pesante – Monsters (A. Bouchard, C. Bouchard)
22. Ape Shifter feat. Shelly Bonet – Burnin’ For You (D. Roeser, R. Meltzer)
23. The Mugshots – Veteran Of The Psychic Wars (E. Bloom, M. Moorcock)
24. Jack Meille and the Blue Machine – Sole Survivor (E. Bloom, J. Trivers, L. Myers)
25. Smed – Heavy Metal: The Black And Silver (A. Bouchard, E. Bloom, S. Pearlman)
26. The Lancasters – Demon’s Kiss (E. Bloom, D. Roeser, J. Shirley)
27. Runaway Totem – The Alchemist (R. Castellano)
28. Simone Baldini Tosi & Cristiano Roversi – Then Came The Last Day of May – bonus track (D. Roeser)
29. Death SS – Godzilla – bonus track (D. Roeser)

 

Per informazioni: http://www.rock-impressions.com
Web: http://www.blackwidow.it