A distanza di 3 anni da Um Dada ritorna Stefan Mallinder con un nuovo album all’insegna di un’elettronica minimale e glaciale. Tick Tick Tick esce per la Dais (una garanzia per gli appassionati di elettronica). Per l’occasione Mallinder si avvale della collaborazione di Benge (Ben Edwards). La musica alterna ambientazioni acid house (la memoria e’ corsa, in alcuni momenti, allo storico “Love’s Secret Domain” dei Coil), minimali e post industriali. E’ un universo algido ma, allo stesso tempo, caldo quello evocato dall’ex Cabaret Voltaire. Non mancano momenti “danzerecci” come “The Trial” o acid house come “Ring dropp”. Altrove le atmosfere sono piu’ pacate come in “Wasteland”, una traccia dalle linee sinuose ed ipnotiche. “Guernica Gallery” e’ invece la colonna sonora per visitare un museo di arte contemporanea con le sue sonorita’ elettro-funk. Ma la mia traccia preferita e’ la notturna “Hush”, caratterizzata da un groove oscuro e vagamente inquietante. Durante l’ascolto si ha la vivida impressione di trovarsi in un locale notturno di una grande metropoli come New York o Londra dove la musica ci accompagna in un viaggio interiore verso luoghi sconosciuti. Un disco, questo Tick Tick Tick che, pur non essendo particolarmente innovativo, credo piacerà ai seguaci dei Cabaret Voltaire ma non solo. Se amate l’elettronica minimale, l’acid house e l’ebm qui troverete pane per i vostri denti.