A volte capita anche a quel vecchio rottame che vi tedia con i suoi sproloqui, di commuoversi. 

E’ accaduto nuovamente, ascoltando Nocturna. Disco pregno del più puro umore goth-rock, reso in forma immaginifica. 

Vi pregherei di inaugurare l’ascolto con King and Queen, titolo che quasi preconizzò (quando venne redatto) gli accadimenti di questi giorni. L’epica crepuscolare sisteriana, quella di “The reptile house ep” elevata ad arte funerea dai Type O Negative e celebrata dal power trio di Andrew Pozzy, Silvia e Matt Sade; le prove passate avevano lasciato presumere che i germi del gothic già proliferassero nel corpo infetto del complesso, Nocturna e le sue ballate votate alla cupezza più fonda completano un percorso di crescita reso necessario dalle stesse pulsioni dei suoi creatori.  

Quando ero ben più giuovine, solevo introdurmi tra le mura sbrecciate del cimitero di Rualis, sconsacrato all’epoca da alcuni decenni ed oggi non più identificabile, se non dai pochi anziani superstiti del borgo. L’erba che vi cresceva, aveva colori e profumi particolari. Più pungenti; gli arbusti parevano più tenaci, più rigogliosi che appena pochi metri più in là, oltre il recinto di pietre e cemento. Le loro radici affondavano in quelle zolle alimentate per secoli dai resti di chi vi veniva sepolto. 

“Another prayer” inaugurata dal canto del gallo (nero) che annunzia l’ennesima alba di patimenti, di cenere, le chitarre che corrono veloci, la cavalcata imperiosa di destrieri dal corvino manto montati dagli emissari della Nera Signora, “End of time” è purissima, cinerea epica sisteriana, ma lo scheletro intiero di Nocturna è votato ad un verbo espressivo unico, immortale. Quello del goth rock. Scolpito nella pietra più pura, inciso nel metallo più nobile, come l’apertura di disco (lato A intitolato capitolo I Vesprum, quello B capitolo II Tenebris), affidata alla veloce “Sinner” attesta. 

Nocturna arricchisce ulteriormente la vasta narrativa goth, ampliandone i solchi ed abbracciando temi altrimenti solo lambiti. Esso si vota totalmente alla causa del genere.  

Se il gothic-rock è morto, con Nocturna possiamo onorarlo di degna sepoltura. Ma lo sappiamo bene, che non è morto ciò che può attendere in eterno… Il resto, lo lasciamo agli amanti della disco music e della plastica.  

Ci addentriamo nella tenebra più cupa, al nostro fianco il gallo nero ci indica la via. Mai notte fu più fonda, insondabile, mai aurora fu più bramata.