Piacevole sorpresa questo duo fiorentino chiamato Zugzwang (è una parola tedesca che significa “obbligato a muovere”. Negli scacchi si riferisce alla situazione in cui un giocatore si trova in difficoltà perché qualsiasi mossa faccia, è costretto a subire lo scacco matto oppure una perdita di materiale, immediata o anche a breve termine) che, pur non facendo niente di nuovo, è però capace di rinverdire i fasti del miglior folk apocalittico nel loro album di esordio intitolato Under The Shades Of The Leaves. Lo sfondo culturale in cui si muovono è quello tipico del genere ovvero una riflessione sull’Umana Condizione colta nei tempi oscuri che viviamo tutti i giorni. Secondo le Sacre Tradizioni induiste quest’epoca è chiamata Kali Yuga. Già titoli come “Hagakure” (un termine citato dai Death In June in “Hidden Among The Leaves”), “Totentanz” e “Al di là del bene e del male” (che cita Nietzsche e stilisticamente è in odore di Death In June) sono indicativi del sentire degli Zugzwang. Musicalmente, oltre agli storici gruppi del folk apocalittico, ci sento anche l’influenza dei Rome. L’album alterna ballate epiche come la title-track, le citate “Hagakure” e “Totentanz” ad altri momenti più pacati e classicheggianti come “Wahnstimmung”, “XIII” ed “Erinnerungen. Under The Shades Of The Leaves esce per il momento in formato cd DigiPack (in edizione standard e limitata, quest’ultima contenente 5 tracce aggiuntive con cover di Ramstein, Ghost, The Smashing Pumpkinks, Nancy Sinatra e Apparat) e successivamente anche in vinile nel 2023 per la Lichterlang Records.