Terzo full-length per il “dark witch duo” di Osaka, Chia Shiraishi e Yuka Morino, letteralmente possedute dal verbo doom più intransigente ed intelligentemente pronte ad incorporare nel suono della loro creatura elementi ricavati da corpi apparentemente estranei, bensì funzionali alla resa finale dell’opera (lo spirito del proto-hard detroitiano che aleggia sull’opera). La copertina pretende attenzioni psichedeliche, ed il costrutto stordente del disco, una corsa forsennata lungo quarantacinque minuti e poco più, effettivamente produce sull’ascoltatore meno preparato un effetto straniante. Ma le potenzialità delle due giapponesi sono a noi note e conclamate, quello che sorprende è semmai il constatare che esse non cedono ad alcun compromesso, rimanendo ben salde sulle loro posizioni, forti di una determinazione che nella cultura nipponica trova alimento e conforto. In a bizzarre dream conta dieci brani sfregiati da un percussionismo schizoide e da chitarre poderose, una sarabanda orchestrata da una voce spiritata. Ma quando l’atmosfera si fa più rarefatta (“Evil 2”), è allora che le BlackLab lasciano spazio al loro lato oscuro. Quello che la breve ed inquietante title-track (meno di due minuti) amplifica, mentre “Crows, sparrows and cats”, affidata alla voce di Laetitia Sadier, possiede la forza d’una dirompente tempesta spaziale scatenata dagli Hawkwind. Non ci deluderanno mai, statene certi.