Il progetto The Midnight Computers ha di recente pubblicato il secondo lavoro Romantic Disaster ed è subito profondo dark. Come già si disse a proposito del precedente Anxious, i tre francesi con la passione per l’oscurità e le atmosfere glaciali hanno riferimenti precisi ma non rinunciano alla ricerca di un sound personale, che unisca tecnologia e mood ottantiano, puntando principalmente sull’elettronica e sulla vivacità della ritmica: il risultato non può ancora definirsi originale, ma soddisfacente senza dubbio si. Il primo brano, “Demon Soul”, introduce in uno scenario cupissimo, dove il basso fa quasi rabbrividire, il synth ha tonalità decisamente sinistre e la voce tutto il carisma che serve: la band ha imparato bene il mestiere e ha scelto la sua formula. Subito dopo, in “Monologue”, il basso ha una partenza vincente e il canto mostra reminiscenze ‘sisteriane’ mentre la seguente “Sinner” sprizza energia da ogni singolo suono, ammiccando al dancefloor; “Promises” con i suoi ‘ronzanti’ synth, trae da malinconia e introspezione inquietanti e tenebrose vibrazioni. Ma in “Time Of Misery” le tensioni sembrano attenuarsi e stemperarsi in orizzonti più luminosi grazie anche a una melodia sensuale e convincente e “Life” resta sulla stessa linea con sonorità ariose e seducenti alla Simple Minds; tutt’altra atmosfera troviamo in “Violence”, ove il ritmo diviene all’improvviso frenetico e martellante e strizza l’occhio alla techno, per travolgere le fumose sale dei club. Infine “Romantic Disaster / Until the Day I Die” offre una trama elettronica accattivante, ritmo sostenuto e un canto più pacato e meditativo e la traccia nascosta (appunto, “Until the Day I Die”) chiude tutta chitarra e ombre e in un contesto definitivamente tetro un disco che ci fa piacere segnalare.