I Dark Matter risalgono alle sorgenti dell’HM, dalle quali traggono l’ispirazione che infonde i cinque episodi che vanno a formare il filone narrativo di The Rectory, quarto (e primo per WormHoleDeath) disco della loro carriera iniziata nel 2015. Opera rigorosa, fermamente heavy metal, potente senza essere soverchiante, segnata dallo ieratico cantilenare di Dave Gilbert, cantante e polistrumentista che diede avvio al progetto (inizialmente una one man band) quando aveva superato la quarantina, dalla chitarra di Alex Perry (già componente dei Mythra, fra gli iniziatori della NWoBHM) e da una sezione ritmica spartana. Nessuna concessione alla modernità, solo puro heavy metal darkeggiante (ne è testimone fedele la dolente, lunga “The Healer”), palesando una ovvia divozione nei confronti dei Black Sabbath (a tratti emergono similitudini con gli acts della storica Hellhound Records, Count Raven in primis), ai quali i Dark Matter si rifanno con grande rispetto. Un disco quasi fuori dal tempo, eppur affascinante nel suo aderire ad una dottrina che troppi hanno frettolosamente disconosciuto. Tre brani su cinque sfiorano o superano i dodici minuti (il progressive rock è un altro dei verbi espressivi ai quali Dave aderisce), a tratti emerge un senso latente di stanchezza, la voce di Dave è monocorde, ma per questo ancor più calata nel mood che informa The Rectory. Proprio la title-track pare voler offrire abbozzi di soluzioni alternative, creando un’atmosfera sospesa, sognante, interrotta dall’irrompere delle chitarre. Un plauso all’onestà dei Dark Matter. 

 

Per informazioni: http://www.wormholedeath.com
Web: http://www.darkmatteruk.bandcamp.com