Non sono a conoscenza a quel ministero afferisca Bjørn Alexander Brem alias Gothminister, ma se ci tiene tanto al titoli perché non credergli? 

Facezie a parte, con Pandemonium raggiunge la ragguardevole cifra di sette albi pubblicati ad oggi, e dal 2003 di “Gothic Electronic Anthems”, autentica manifestazione d’intenti, le soddisfazioni non sono certo mancate (tra le quali urge citare la quasi-partecipazione all’Eurovision Song Contest nel 2013 ed il trionfale ingresso nella top ten delle German Alternative Charts).   

La produzione di Pandemonium è stata affidata alle sapienti mani di Henning Verlage (già dietro la consolle sui lavori di Unheilig ed Eisbrecher), l’epserienza maturata dal quale è stata riversata sul prodotto finale, assai potente; un suono denso, oscuro, minaccioso, anticipato dall’intro “Abgrund (Abyss)” e chiuso con “Mastodon”, collocando il vertice qualitativo (di un’opera omogenea) all’altezza della traccia numero sei, quella “Kingdom rise” che sviluppa un suono potente che fornisce adeguato supporto al cantato severo. Un anthem crepuscolare che possiede già le credenziali del classico. 

Il conforto di una formula che resiste al tempo, apparentemente immutabile nella sua sostanza.