Kollaps, Torino Bunker 17/12/2022

I Kollaps sono una delle più belle sorprese recenti in ambito (post)industrial. Suonano tutto sommato regolarmente nel nostro paese (e dopo vi sarà chiaro il perché) ma non ero mai riuscito a vederli dal vivo. Ho così colto l’occasione della loro ultima data dell’anno a Torino, purtroppo in una serata che dire sfortunata per il terzetto è dire poco.

Intanto la pubblicità da parte del Bunker è stata di fatto inesistente: l’evento non era in programma nel loro sito fino a una settimana prima. In più i Kollaps sono stati messi in apertura di una maratona di dj-set che si è protratta fino al mattino. L’enorme e bellissimo spazio del Bunker è rimasto tristemente deserto fino all’una di notte, cosicché quando i Kollaps sono stati fatti salire sul palco alle 23, ad ascoltarli eravamo in… 11!

Un vero peccato, perché il trio – con l’australiano Wade Black ma di stanza a Lugano e gli italianissimi Andrea Collaro e Giorgio Salmoiraghi – ha dato vita ad un concerto eccellente, seppur breve (poco più di una mezz’ora).

Intensità è la parola più adatta a definire l’impatto live dei Kollaps. Una performance in cui svetta la fisicità di Wade Black, che si agita come un ossesso, non cantando ma gridando dentro ad un microfono attaccato alla lama di un lungo coltello da caccia. Il culmine della performance è quando lui scende dal palco e percuote una lamiera attaccata ad un microfono, sfregandola contro le transenne o battendola al suolo con violenza.

La melodia è pressoché inesistente: alle basi oscure campionate si accompagnano il drumming ipnotico e le note distorte del basso. È una musica che colpisce dritta alla pancia e ti impedisce di restare fermo. C’è rabbia in questi suoni, nonché qualcosa di ritualistico, ma tutt’altro che tribale o antico: i Kollaps parlano al presente, se non al futuro prossimo, e ci offrono la rappresentazione in suono metropolitano, al contempo umano e disumanizzato.

Il gruppo si fermerà per comporre un nuovo album nel 2023 ma c’è la possibilità di un piccolo tour italiano nel corso del nuovo anno: sperando che troveranno un pubblico all’altezza dei loro live incredibili.

 

Christian Dex:
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