Gli amanti del gothic-rock “sisteriano” troveranno di che compiacersi ascoltando Nullus Margis Gothica MMXXI, oscura (in tutti i sensi) pubblicazione risalente al 2004 (coincidente con la fondazione del gruppo) e che vive ora una inattesa riscoperta. La proposta si incardina in un suono assai classico, begli intrecci di chitarra, basso e batteria ben presenti, ganci melodici che contribuiscono alla determinazione di un ambiente notturno, meditabondo. Un disco in linea con le produzioni del periodo, meritevole comunque di venir citato, essendo più d’uno gli episodi che meritano venir riscoperti. “Justine”, “Ultra Violet”, la sostenuta “Flames of Kane”, “Succubus’ Requiem” che porta in dote un bel titolo, quella “Sirens of light” che intitola pure il complesso, presente in versione “album mix”, forse uno dei picchi dell’intiero disco, traccia da manuale con la sezione ritmica che rimbomba e la chitarra che mostra carattere, sono la spia d’un movimento che riservò più d’una uscita di valore. Peccato per la voce costantemente “lontana”, ritengo non per scelta di produzione… Non ha mutato (e non muterà) il corso della storia del gothic-rock, non ne aggiorna in modo sostanziale le mappe, l’attenzione del pubblico è magari rivolta altrove, ma è indubbio che i SoL il loro ruolo lo sanno interpretare. Non “prime movers”, ma nemmeno riserve.