Non è un vezzo, quello dei veneti Hell Theater d’approfondire la figura femminile sarda della “Femina Accabadora” (più comunemente “S’Accabadora”) una volta verificato che il cantante del complesso porta il cognome di Solinas. Una band che rientra sule scene dopo uno ïato di dieci anni, tanti sono intercorsi tra l’ottimamente accolto “Reincarnation of Evil” ed il presente. E se non appena si palesa la voce, temerete che King Diamond sia piombato nel vostro salotto, terminato l’ascolto (magari ripetuto) delle nove (più intro ed outro) lunghe tracce che ne costituiscono la spessa tramatura riconoscerete che trattasi di opera una volta ancora eccellente, ben articolata e dotata di solida produzione che ne esalta lo spirito indomito. L’etichetta “horror metal” appartiene loro di diritto: una patina rosso sangue stesa con cura su una struttura articolata che trae elementi dal metal classico (e darkeggiante, “Morte be thy name”) come dal progressive metal, offrendo all’ascoltatore una gamma assai vasta di soluzioni. “In the dark room” è un anthem nerissimo, dotato di una porzione centrale che evoca subdolo terrore e d’un finale sinfonico (ma non ridondante, perfettamente funzionale alla narrazione), vanno anche citate “Mamuthones Dance” (uno dei brani più efficaci) e la forsennata “Domus de Janas”, ulteriori elementi di contatto con la Cultura Sarda, quest’ultima sfiora dieci minuti di rara intensità emotiva.  

L’artwork e l’apparato iconografico curatissimi testimoniano della professionalità e della dedizione dell’insieme, che, dimenticavo!, s’avvale dei servizi dell’ospite Guh.Lu., bassista dei norvegesi Gorgoroth. Visitate il loro sito, una pagina è dedicata alla S’Accabadora.