“Il disagio di chi si trova in un mondo non suo sapendo che il proprio non esiste”.

Questa citazione di Stefano Di Serio compare sempre negli album del suo progetto Lyke Wake e simbolizza la sua filosofia nichilista. D’altra parte non credo sia il solo a sentirsi in questa situazione soprattutto in un periodo oscuro come quello attuale. Questo nuovo album, intitolato I Live In Fear. I Burn In Hate/Symphonic Noise é il proseguimento del precedente At The End Of The Dream, Where Nothing Remains /Symphonic Noise. Chiude il cerchio della trilogia Symphonic Noise, che si era aperta con Crawling Through The Abyss Of Pain / Symphonic Noise. Come nei lavori citati le ambientazioni sono caratterizzate dall’unione di suoni sinfonici e noise. Apparentemente potrebbe sembrare un contrasto forse azzardato, con il rischio magari di creare della musica troppo antitetica. In realtà il disco funziona e le sonorità create riescono ad essere particolarmente decadenti e affascinanti. Sembra di ascoltare quasi un Richard Wagner in acido. Indubbiamente traspare la grande influenza, oltre che della musica industrial, anche del grande e compianto guru della musica elettronica Klaus Schulze. I primi album di Schulze come Irrlicht e Cyborg erano autentiche sinfonie cosmiche (in Irrlicht il maestro utilizzò un’orchestra). L’effetto che possiamo ascoltare in I Live In Fear. I Burn In Hate/Syphonic Noise può in effetti ricordare, almeno a livello di atmosfere (che a tratti sono magniloquenti) quegli storici dischi. Troviamo anche una voce femminile a donare un tocco etereo all’insieme. Anche Paul Chain, per citare un altro artista italiano, ha pubblicato alcune opere di musica cosmica che non sono lontanissime come spirito da Lyke Wake (mi riferisco in particolare a “Opera Decima”). In definitiva siamo di fronte ad un altro ottimo album che dimostra come Stefano Di Serio, a dispetto delle mode, continui a fare la sua musica con impegno e dedizione.