Il nuovo album di Deca è una vera e propria esperienza psichica e sensoriale che ci porta ad esplorare le zone d’ombra di altre dimensioni spaziotemporali. Il musicista ligure, in Antimateria Psichica, ritorna ad esplorare sonorità industrial, elettroniche e ambient. In realtà siamo di fronte ad un lavoro molto ambizioso, una sorta di concept basato sulla psiche umana e sui fantasmi che popolano il subconscio che va oltre i codici consueti dei generi citati e fa della pura ricerca la sua ragion d’essere creando un linguaggio nuovo e originale. Da sempre si parla delle capacità terapeutiche della musica. In questo senso uno dei dischi per me fondamentali è stato Affenstunde dei Popol Vuh che mi ha dischiuso, per la prima volta, un tipo di ascolto diverso e realmente profondo. Ricordo che lo ascoltavo spesso in cuffia al buio. E in effetti viene consigliato, nelle note di copertina, di fare lo stesso con Antimateria Psichica. Viene raccomandato un ascolto in totale stato di rilassamento e concentrazione. Per ottenere questi risultati Deca ha sperimentato per circa 8 mesi la fisica dei suoni e le frequenze audio. Il risultato finale è sorprendente: ascoltiamo un flusso sonoro cangiante e magmatico in cui si riconoscono talvolta elementi di industrial e musica cosmica tedesca. Le atmosfere sono pacate ma pervase da una tensione sotterranea costante. Questa è musica delle sfere. Un consiglio: staccate la spina, mettetevi le cuffie e immergetevi in uno stato di trance meditativa. Avrete un’esperienza extrasensoriale. Consigliato ai viaggiatori cosmici.