“Con quel nome farà strada”.

Pronunciato in Friulano.

Il nonno ed il suo amico, al quale attribuisco la sentenza, sedevano sulla panca collocata sotto il grande noce che ombreggiava parte del giardino, accanto alla fontana di pietre del Natisone, manufatto del bisnonno. Non so, non posso ricordare a chi si riferisse quel canuto Signore.

I Mystical Porn Heroes nascono dall’incontro, dalla messa in comune delle esperienze di Andrea “Rocker” Ghion e di Max Ear/Massimo Recchia, batterista di OJM ed Ananda Mida ed uno degli Uomini di Go Down Records, che è ben più che una semplice etichetta discografica. A completare il power-trio (e stavolta la definizione non è da considerarsi di comodo), il basso di Tommaso Mantelli, che di MPH è anche il produttore (il disco è stato registrato nel suo Lesder Studio a Treviso). Li fiancheggia, avendo curato l’enigmatico lyric-video di “Tura”, Andrew Pozzy -The Sade, e l’impronta della sua mano è qui ben evidente.

 

Tre brani, con lo strumentale “Carnal” a fare da collante, qui è la musica a definire nettamente i contorni di un quadro che riproduce fedelmente i singoli caratteri dei musicisti: ben più che una semplice somma aritmetica. Il tocco di Max Ear è più rilassato, la chitarra invece è nervosa, poi entra il basso a dare ulteriore sostanza ad un episodio che solo i più distratti approcceranno con poca convinzione solo perché la voce è assente. Il finale si abbandona alla furia, liberandosi di ogni costrizione. “Titana” è come la fontana che citavo sopra, pietra sopra pietra ed in mezzo strati di malta ad unire il tutto, a dargli forma concreta, gli strumenti che dialogano, fondono i loro suoni in una canzone esemplare che vagabonda nel deserto senza meta, movendosi a seconda dell’estro di chi guida la pattuglia. “Tura” è oscura, incede lenta (anche se non mancano brevi porzioni più decise), penetra l’anima come una scheggia, dolorosa come solo il doom più autarchico sa essere. Splendido esemplare di proto/dark/hard rock limaccioso. Mystical Porn Heroes reclama a gran voce un seguito, non può e non deve rimanere episodio isolato.

Con un nome così faranno strada.