L’arte non dovrebbe imitare la natura ma essere, al contrario, una deformazione di essa. Da sempre il genio umano è riuscito a creare capolavori (penso alla pittura) senza imitare pedissequamente la natura. Viceversa il risultato è sterile. Questa riflessione mi è venuta in mente a proposito del disco in oggetto di Marta Zapparoli, un’affermata sound artist italiana, artista radiofonica, performer e ricercatrice indipendente con sede a Berlino. Interdimensional Generated Spaces è un’opera che si propone di unire le registrazioni “interdimensionali” (una parola che si riferisce specificamente al movimento di energia tra le modalità di percezione) tramite “voci cosmiche naturali”, frutto di registrazioni effettuate in Norvegia di fenomeni radiofonici naturali, con forze elettromagnetiche generate e catturate in tempo reale in studio. Il contrasto fra mondo naturale e mondo tecnologico risulta stimolante ed è comunque la dimostrazione di come il genio umano riesca a creare, sfruttando la tecnologia, un nuovo linguaggio. Stilisticamente non siamo lontani da certe opere di dark-ambient come Iconclastar dei Cranioclast. “International Generated Spaces” è un disco da gustare con calma lasciandosi trasportare dal flusso sonoro che ci riconnette con l’universo nascosto sepolto nel nostro inconscio. Disponibile su Bandcamp: https://dissipatio.bandcamp.com/album/interdimensional-generated-space.