Disco d’una bellezza commovente Letters to existence dei floridiani October Noir, giunti con il presente al capitolo quattro del percorso artistico principiato a Pensacola nel 2017 (recensii “Fate wine & wisteria” l’anno dell’uscita di questo, il 2021). Sono certo che chi apprezza il suono degli anni Ottanta troverà soddisfazione in queste dodici tracce, la maggioranza delle quali superano i sei/sette minuti, ispirate al rigore formale dei T0N (evidente la loro impronta, ispecie nel cantato dell’autorevole Tom Noir, ma anche nello scheletro delle singole composizioni) e del goth rock a noi caro, quello di derivazione sisteriana (“She’s gone” rimanda a tratti a The Mission di “Children” per poi nella parte finale spostare l’asse sull’hard rock darkeggiante). Letters to existence racchiude autentici ed appassionati inni goth/doom come “A halo hung from horns” e “For honor”, riservando a “Flash paper matches” l’onore di omaggiare My Dying Bride e (primi) Paradise Lost, mentre “Forever haunt” si pregia della presenza della bella voce di Nadia Kodes, altra devota al verbo steeliano. Anche la produzione s’adegua all’urgenza espressiva dell’opera, donando spessore a tracce comunque dinamiche ed oscuramente conturbanti. Pur nella sua manifesta adesione ad un canone estetico assai sfruttato, ma non immiserito, Letters to existence si dimostra disco valido e godibile. A volte percorrere sentieri già battuti riserva emozioni che difettano nelle novità.