Ambientato agli inizi della seconda guerra mondiale in un’Inghilterra rurale, dalle tonalità cupe e
decadenti, questo romanzo, opera di debutto della scrittrice inglese Jane Healey, riprende e rielabora a suo modo il classico tema della casa inquietante, labirintica e forse infestata da spiriti malvagi, che rimanda a tanta letteratura fantastica e dell’orrore di fine Ottocento e del Novecento.

In The Animals of Lockwood Manor due sono le protagoniste femminili che si alternano nel racconto e che narrano entrambe in prima persona gli avvenimenti in cui sono coinvolte. La prima, Hatty Cartwright, è incaricata dal Museo di Storia Naturale di Londra, dove lavora da anni con dedizione e passione, di traslocare la collezione dei mammiferi nella grande dimora di Lord Lockwood per proteggerli dal rischio di bombardamenti tedeschi che incombe su Londra; la seconda è Lucy, la figlia del proprietario della grande dimora, una ragazza moderna e affascinante, ma tormentata da inquietanti incubi e ricordi di infanzia. Nel rapporto sempre più profondo che si crea tra le due donne, seppur molto diverse per carattere ed estrazione sociale, si intromettono però la figura altezzosa, irascibile e patriarcale di Lord Lockwood e quella, ormai percepibile solo nel ricordo, della madre della ragazza, Lady Heloise Lockwood, morta da poco assieme alla suocera in un terribile incidente automobilistico dai contorni non del tutto chiari.

La storia si dipana con un ritmo lento e avvolgente, prediligendo il coté descrittivo all’azione: nell’antica magione piccoli segnali di possibili minacce si stagliano all’orizzonte, dagli animali impagliati che tendono misteriosamente a sparire o a spostarsi, ai terribili incubi di Lucy, alla presenza di una donna vestita di bianco, la diablesse con le sue bestie, ovvero lo spirito che secondo la madre di Lucy la tormentava.

Mentre la tragedia, questa sì molto reale, dei primi bombardamenti tedeschi incombe, Hatty e
Lucy trovano l’una nell’altra un rifugio per la loro solitudine e angoscia.

Il racconto si addentra così passo dopo passo in segreti sempre più inenarrabili, esplorando i meandri della mente con le sue paure, la follia e l’orrore che prendono il sopravvento per difendersi da un male che ha un’origine molto più concreta di quanto si possa immaginare.

Seppur classificabile tra i romanzi storici, le atmosfere sicuramente ossessive e perturbanti, al limite della pazzia, fanno inserire The Animals of Lockwood Manor in quella letteratura oscura e inquietante che da Edgar Allan Poe in avanti, proseguendo per tutto il Novecento con Henry James e molti altri, arriva agli inizi degli anni ‘90 ad avere il suo punto di riferimento in Patrick Mcgrath (Blood and Water and Other Tales, The Grotesque, Spider, Il morbo di Haggard) che espressamente la definisce “gotico contemporaneo”.

Nel mondo anglosassone questa tendenza si è declinata però soprattutto al femminile, a partire dalle opere di Shirley Jackson (tra tutte The Haunting of Hill House e We Have Always Lived in the Castle), ripresa nel nuovo millennio da scrittrici inglesi con romanzi storici dalle ambientazioni vittoriane o a cavallo delle due guerre mondiali , come quelli di Sarah Waters (Tipping the velvet, Affinity, Fingersmith, The Night Watch, The Little Stranger, The Paying guest) con cui la Healey condivide il tema dell’omosessualità e più di recente di Sarah Perry, il cui intenso esordio Il serpente dell’Essex (che vede protagonista una studiosa di scienze naturali come in The Animals of Lockwood Manor), è stato portato anche in video nella bella serie omonima che è visibile su AppleTv.

Gli animali di Lockwood Manor di Jane Healey, 480 pagine, Oscar Fantastica Mondadori 2023