Il cielo terso di quest’Estate che non vuole cedere il passo, riserva il piacere di albe e crepuscoli che paiono allungarsi all’infinito. I raggi obliqui che indorano le cime dei tigli ancora lussureggianti, la coppia di gazze che mi scruta, seduto in terrazza ad ascoltare Punk for introverts. E’ domenica, forse sono l’unico desto, a quest’ora, ma perché rinunziare a questi attimi tutti per me? 

La levità pop delle sette tracce che compongono il nuovo lavoro dei milanesi affianca ed accompagna i miei pensieri, indirizza i miei sguardi. Vorrei che il Silenzio rimanesse qui per sempre, ad avvolgere il quartiere dormiente. E concedermi il piacere di smarrirmi ancora tra le sue trame apparentemente delicate, dai colori pastello, tra le sue voci che paiono provenir da lontano.  

Punk for introverts è il manifesto del complesso milanese, parco di testimonianze ma fiero appartenente ad una indiscutibile militanza dream pop/shoegaze, e giunge a ben sette anni di distanza dal precedente “Hello we’re not enemies”, ma anche l’attesa riserva piaceri e la fretta, lo dice il saggio, non porta frutti se non stentati. Sette brani dei quali tre strumentali, il canto affidato ad ospiti che con essi condividono le pulsioni, un’operina piacevolissima anche nelle citazioni evidenti, che nel caso di Punk for introverts e di analoghe iniziative rappresentano un ulteriore motivo di pregio, non sminuimento. Con alcuni episodi davvero notevoli (ma il gusto personale influenza le scelte, ad ogni uno la sua preferita) come “Magic youth” che corre via veloce tra i profumi dell’erba appena tagliata e “Survive the sea” dal tessuto strumentale rigoglioso che sostiene la delicata vocina di Francesca Saracino. Ma dall’introduttiva “Reverb for days” alla chiusura di “Fuoco/Fiamme” è un succedersi di immagini, di balsami, di emozioni. A tratti pare che le svolte siano troppo brusche, forse ciò è dovuto alla lunga gestazione del disco, chissà, ma accade anche ai “grandi”, perché non dovrebbe a chi riserva alla sua passione briciole di tempo sottratte alla quotidianità?  

Punk for introverts è solo l’ultima testimonianza di una attenzione particolare che i complessi italiani riservano ad un suono così peculiare, così emotivamente coinvolgente. Non servono etichette da appiccicare, steccati ove costringere, rinchiudere. Vorrei che “Volta” non terminasse mai… 

Per informazioni: https://novanta.bandcamp.com/
Web: https://factoryflawsrecords.bandcamp.com/album/punk-for-introverts-lp