Insignia Of The Sun è uno dei lavori più significativi pubblicati ultimamente dagli Arditi. In origine uscito nel 2020 solo in digitale vede ora finalmente la luce in formato fisico sia in cd che in LP. Lo stile è quello tipico marziale di questo storico duo svedese: credo che questo Insignia Of The Sun farà la felicità degli amanti del suono di scuola Cold Meat Industry e del martial-industrial in stile primi Blutharsch per intenderci. La prima traccia “To The Folk” è agghiacciante nella sua intensità ed è caratterizzata dalla voce femminile di N​í​undi che sembra officiare un antico rituale. Il suono sembra davvero evocare il concetto di “Blut Und Boden” (caro a molti gruppi di questo genere musicale) che ricorda tempi oscuri. La successiva “New Atlantean God” è invece una traccia dal sapore neoclassico e marziale che sembra uscita dal repertorio dei primi Blutharsch. Durante l’ascolto vengono quasi i brividi di fronte a un suono così epico e sacro. Si ha davvero la sensazione di ritornare a tempi mitici ed eroici in cui gli uomini combattevano di fianco agli dei. Non c’è un attimo di tregua: la musica continua in maniera incessante con i tamburi e i cori in primo piano. “Creative Principle” proviene dall’EP del 2018 Bloodtheism (come anche altri 4 brani). L’atmosfera è qui più pacata anche se sempre minacciosa mentre in “Bloodtheism” ritornano i ritmi concitati e marziali con i cori paraoperistici in sottofondo. Il teismo del sangue evocato dagli Arditi ha molto a che fare con le radici del folklore nordico e con una visione trascendente dell’esistenza. Le sonorità di “Struggle Of The Blood” mantengono alta la tensione mentre “Militant Fate” è un incubo che ci trasporta sui campi di battaglie gloriose e ricorda i primissimi Dernière Volonté. In “Imperium Maius” l’atmosfera diventa sacrale e mistica: sembra di stare all’interno di una chiesa consacrata a culti dimenticati nel tempo. “Discipline And Order” è invece granitica nella sua compattezza e caratterizzata da un suono dark-ambient. Il cerchio si chiude con la ripresa di “To The Folk (Part II)”. Alla dell’ascolto si rimane attoniti e storditi di fronte a questo sfoggio potente di emozioni.