Il sottobosco sperimentale italiano propone sempre di estremo interesse. È questo il caso di questa interessante collaborazione fra Elena M. Rosa Lavita e Denis Vignoli intitolata 23. Della prima ho di recente parlato su Ver Sacrum a proposito del suo album Dismembering A Dead Swan (Stilldeath). Si tratta di una visual artist che spazia a 360 gradi e che sperimenta un linguaggio industrial e noise (suona il basso elettrico e si cimenta con rumore e vari oggetti) il tutto con una strumentazione analogica. Anche Denis (chitarra EGC e effetti a pedale) ha un approccio eterodosso alla materia sonora e anche lui spazia molto non focalizzandosi su un genere preciso. Nel 2022 ha pubblicato, sotto etichetta inglese, un lavoro con il moniker The Grow. La musica proposta in questo lavoro è molto cupa e sperimentale e lascia trasparire un feeling esoteric-industrial che può ricordare certe produzioni dei primi anni ’80 dell’underground inglese. Tuttavia la musica è originale e non classificabile e di questo va sicuramente dato atto ai 2 artisti. La chitarra distorta di Denis è sepolcrale ed epica mentre le atmosfere e le ambientazioni sono estremamente minimali e noise, con loop e droni ossessivi e malati. Tuttavia non siamo di fronte ad un rumore senza senso; anzi, nel magma caotico dei 2 emerge una propensione ad una sorta di melodia malata. Il tutto è stato mixato dal musicista svedese Joachim Nordwall. Il master è di Attila Folklor. 23 esce per l’etichetta norvegese TIBProd in formato cd (edizione limitata a 200 copie) e per l’italiana Rodenfaust records in formato cassetta (edizione limitata a 50 copie). Disponibile su Bandcamp sui siti della TIBProd e della Rodenfaust. Ecco i link: https://rodenfaustrecords.bandcamp.com/album/23   https://tibprod.bandcamp.com/album/23