Che bel dischetto, Kintsukuroi degli Human Colonies! Sette canzoni che fluttuano nella Via Lattea dello shoegaze, scivolando tra le pieghe del genere ed andando a lambire le coste del rumore più algido, come attesta la title-track, così coinvolgente fino all’impertinenza. “WAWWA” è il bignamino, ma “AIR909” con i suoi due minuti scarsi va ben oltre: questa è la perfezione, perché dilungarsi troppo? Ma tensione emotiva e qualità non calano (tenute sulla corda da una sezione ritmica spiritata), ci attendono ancora tre (ma solo tre…) episodi di eccellente fattura come la lancinante “Relocate” (sempre ritmi ben sostenuti e lame incandescenti che calano sul pentagramma), la furiosa “Crushing Indigo” che a metà ferma la sua corsa per concedersi/ci un barlume di tregua per contemplare il creato, consegnandoci a “Quiet Clean”, la più lunga sfiorandomi cinque minuti. Se qualcosa si rompe, ripariamolo! Con Kintsukuroi gli Human Colonies raccolgono i frutti di una carriera matura ma ancora itinere, i margini di crescita ci sono ancora. E dire che, se non fosse stato per la cover di ”Forever my Queen” dei Pentagram (split con i Tenebra, ricordate?), chissà se li avrei mai scoperti (ma sì, che sono un curioso)!