I They Die nascono ufficialmente durante il periodo della pandemia anche se il trio – Simone Scarani (voce), Massimiliano Griggio (chitarra) e Giorgio Ricci (tastiere) – è composto da musicisti con una lunga carriera alle spalle.

Scarani e Griggio hanno un percorso comune che li vede assieme dal 1990 con i Frutteti Riarsi, una band di punk contaminato (Crossover) che cambierà nome nel 1997 in Frukteti per dedicarsi ad un Industrial vicino a sonorità NIN, Ministry e Manson.

Giorgio Ricci è un nome presente nel panorama della musica elettronica da oltre vent’anni come compositore, produttore e sound designer e vanta più di 40 pubblicazioni ufficiali tra album, singoli, remix e soundtrack con nomi come Templebeat, Monosonik, Ran, Templezone.

Di recente, ho avuto l’occasione di vederli live nell’ambito di una serata organizzata da IGWT (qui l’intervista) e The Moonlight Society. Be’, è stata una conferma del perché nel mio Bandcamp sono fra i più ascoltati.

Foto di Lady Vardalek

 

LV – Ciao, grazie per aver accettato l’intervista. Mi raccontate com’è nato il vostro progetto e perché avete scelto questo nome, ‘They Die’ (“Loro muoiono”)?

 TD –  Il progetto è iniziato durante il Covid ma era da un po’ che sentivamo l’esigenza di dedicarci a sonorità darkwave. Volevamo far incontrare delle chitarre che ricordassero il nostro amore per il batcave e il death rock, attraversate, però, da un’elettronica moderna, con melodie vocali che fossero un chiaro manifesto di ciò che abbiamo sempre ascoltato.

‘They Die’ ha a che fare con la convinzione che le cose brutte succedano solo agli altri: io non muoio, loro sì. Ci è sembrato un nome estremamente evocativo, soprattutto nel momento in cui è stato coniato, quando la morte, purtroppo, era presente in tutto il mondo.

Foto di Ottavio Bisiani

 

LV – Se penso al periodo della pandemia e alla tristezza del credere che ‘succeda solo agli altri’, capisco benissimo perché la morte per voi sia stata centrale. Vero è che questa è una caratteristica che accompagna sempre l’essere umano, forse per esorcizzare la propria paura, anche quando si tratta di amare. ‘Emptiness Prevails’ è il vostro secondo full-lenght, uscito a luglio 2022, a un anno e mezzo da ‘Deviant Love’. Entrambi hanno come tema principale il binomio amore-morte…

TD – Be’ l’amore e la morte sono temi universali dai quali è impossibile staccarsi e che resistono al tempo, non “scadono” mai, perché sono assoluti. Tutti, prima o poi, dobbiamo fare i conti con l’amore e la morte.

Simone scrive i testi e, se da un lato si basa sulla propria esperienza, dall’altro cerca sempre di superare l’io per toccare il noi.

Foto di Ottavio Bisiani

 

LV – La vostra musica post-punk/goth propone “un sound degli albori del genere dei primi anni Ottanta rivisitata in chiave moderna.” Quali sono le band di quel periodo che più vi hanno ispirato?

TD – Le band che ci hanno ispirato sono quelle che hanno ispirato un po’ tutti gli amanti del genere: Christian Death, Bauhaus, Sisters of Mercy, The Cure, Siouxsie, Joy Division, Clan of Xymox, Killing Joke, Virgin Prunes, X Mal Deutschland, Death in June, The Mission e tanti altri che per sonorità o testi hanno, comunque, segnato il nostro percorso.

Foto di Ottavio Bisiani

 

LV – Avete in programma un nuovo disco?  Se sì, potete darci qualche anticipazione?

TD – Stiamo lavorando al nuovo disco che speriamo veda la luce nel 2024. Buona parte delle canzoni sono state scritte e registrate ma un preciso lavoro di cesello richiede ancora del tempo. Sicuramente sarà un disco dove al mood inconfondibilmente They Die si uniranno nuove sonorità.

 

https://theydie1.bandcamp.com/

 

 

Ph. Ottavio Bisiani

Autodidatta, si occupa di fotografia dal 1980, dedicandosi fin dall’inizio al ritratto e al reportage con ripresa in bianco e nero, oltre che allo sviluppo dei negativi e della stampa delle foto in camera oscura. Di recente, la sua esperienza con i punk triestini degli anni Ottanta è stata parte di una mostra fotografica presso la saletta M-Arte del Padiglione M, Parco Culturale di San Giovanni (Trieste).