L’esplorazione di ogni anfratto ancora ignoto, riconducendo l’indagazione all’ambito sonoro, è dote ed impulso di ogni musicista illuminato. Non per snobismo bensì per genuino spirito di ricerca, Vittorio Sabelli ha introdotto, non primo e certo non ultimo, strumenti per definizione non convenzionali in genere nato come violento rigetto di ogni convenzione, poi apertosi ed evoluitosi in forme impensabili. O forse, indagando a fondo lo spirito dei più accorti, una maturazione non così sorprendente.

Transumanza è opera aspra, come la terra attraversata dalle mandrie in cerca dei pascoli ancora illibati, ove trovare il nutrimento necessario alla produzione di quei beni un tempo indispensabili per la semplice sopravvivenza dei popoli. Un vero rito che accomuna genti anche lontane, nei gesti, nelle parole, nella speranza, nel sacrificio, nel dolore. Cantato da Poeti che ne seppero trarre i significati più profondi.

Transumanza alterna furia a quiete, la tempesta che passa lasciandosi dietro la paura, l’affanno, dell’Uomo e dell’Animale, in questo viaggio che si ripete ogni anno, due volte; mai è eguale al precedente, perché se la Natura non è mutata, lo è chi lo affronta. Non sono gli stessi, i pastori e gli armenti segnano perdite, nuovi arrivi, come è da sempre, ma intatto è lo spirito. Si ascende a vette, andando incontro al cielo, si discende verso la pianura, il mare. Il blu sopra, il blu sotto.

E’ un solco profondo tracciato nella terra e nella pietra, Transumanza, “Cantico tra Cielo e Mar” è disillusione, pena, ma è anche ritrovare nel fondo di se stessi una brace di speranza di dove trarre il calore per un nuovo avvio. Non è un disco facile, come tanti patrocinati da My Kingdom Music, ma se ascoltato più volte con attenzione, conquisterà anche gli animi meno inclini alla pazienza. Della quale il pastore è ricco depositario.

Fatica, sangue, sudore, lacrime, “La scasata” è l’abbandono del pascolo, la fine della stagione, i giorni a venire incerti. Ma è anche l’inizio di una nuova, di stagione, l’ennesima… Gli strumenti accompagnano la voce narrante in un clima di sofferta melancolia. PoiTransumanza espande la sua epica cupa, ombreggiata di presagi, di timori. “Transumante” si regge sull’impianto black i cui contrafforti sono rinforzati dai fiati, fra voce muliebre e quella virile la lotta è spietata, come spietata è la Natura che accoglie il gregge e chi lo guida. Ma non tutto è rabbia, non tutto è furia, si placa l’ira degli elementi per una pace illusoria. “Preghiera pagana” si scontra con “Il gran tratturo magno”, pièce violenta che giunta quasi alla metà rallenta, si ferma. Questo è Transumanza, dominare le emozioni e trovare la forza per andare avanti, ancora una volta, una volta ancora. Cinque anni ha richiesto l’opera, per il suo completamento, ma il Tempo non conta, dinanzi alla stessa sua incommensurabilità. In coda, non nominata, una testimonianza ripresa direttamente da un personale vissuto, segue dopo qualche secondo di silenzio “Preghiera pagana (del ritorno)”, fiera nella sua delicata compostezza.

Transumanza è disponibile in digitale, in compact disc, ed in edizione limitata in vinile (nero ed oro). La cura alla quale MKM ci ha “viziati”. Vittorio Sabelli/New Dark Age è autore fra le altre, di “Forche Caudine” e di “La tavola Osca”, elementi importanti nella definizione di una personalità artistica solida, ove la tradizione, la Storia (anche quella tacciata come “minore”) forniscono l’elemento fondante di un’opera di ricerca instancabile.

Per informazioni: https://mykingdommusic.bandcamp.com/album/transumanza
Web: https://dawnofadarkage.bandcamp.com/album/transumanza