Citai nel primo “numero” di SLiG! John Fryer, alla consolle per “Rebel Yell” dei Cathedral In Flames. Giusto ricordare che con Thomas Rainer de L’Ame Immortelle produsse lo spettacolare esordio dei Dope Stars Inc., quel “Neuromance” da noi già indagato all’epoca della pubblicazione e che ancora oggi, a venti anni o poco meno dalla sua pubblicazione, suona attualissimo. Adunque numero due della rubrichina, con citazione d’obbligo per The Waning Moon ed il bel video di Annabelle, fine american gothic rock che consolida la collaborazione tra Ariel Maniki (A.M and the Black Halos) ed il floridiano Zac Campbell (Kentucky Vampires) e che ha in Danse Macabre il riferimento centrale. Disco ottimamente accolto in Germania, asceso al numero due delle DAC e nominato dall’autorevole Sonic Seducer esordiente del mese (settembre ’23). Per la recensione di A dream or a vision vi rimando all’apposita sezione della nostra rivista.

William Zimmerman/Moon Coil Media ci consiglia gli eccellenti The Glass House Museum, terzetto delle West Midlands che, oltre a detenere un eccellente monicker, si mostra autorevole depositario della tradizione post punk/dark wave, concretizzando con il singolo “The Committee” le buone intenzioni manifestate nell’ep “Artifacts” del 2020. Il bassista del complesso, Lee Meadows (completano la formazione Jon e Joe Cummings) è tra gli ideatori del World Goth Day. La canzone è ben strutturata, ottima l’interazione tra chitarre e basso con tastiere presenti ma discrete, aderente alla vecchia scuola non manifestando per questo segni di usura.

Riprendiamo i contatti con gli alaskans Cliff And Ivy e con il loro horror goth punk.

Per il nuovo singolo We lgnite (che sarà presente sull’album di prossima pubblicazione dal titolo confermato di “Sinister Stars”) il duo ha preso a bordo il chitarrista ex-The Smithereens Jim Babjak che conosce Cliff da quando questi aveva tredici anni e frequentava il suo negozio di dischi in New Brunswick, NJ. E sono le chitarre le indubbie protagoniste di We Ignite, piece sostenuta dal loro incisivo contributo risolvendosi in un episodio assai ruffiano ed adattissimo alle situazioni live. Assai interessante la proposta dei Movment, quartetto irlandese affiliato alla Epictronic/WormHoleDeath Records. Post punk? Sì, ma il loro nuovo singolo I believe in noise (traccia che apre il terzo album Reinvention) è davvero accattivante, corredato inoltre da un bel video. L’andamento meccanico del canto e degli strumenti creano un’atmosfera di latente minaccia: qualcosa sta per accadere, siamo sospesi tra un presente che scivola via ed un futuro incombente che non riserva certezze. Produzione hannettiana. Chiudo citando la recente pubblicazione del video dell’epica “Too many voices” de LDV/La Dolce Vita, versione adattata al formato rispetto all’originale del brano che già vi presentammo e che rivela una curiosa omonimia con l’episodio che chiude “Chinese Voodoo Dolls” dei Der Himmel(all’epoca ancora Über Berlin). Bella la scelta dei colori e delle ambientazioni, come è nello stile – MOLD Records.