Anticipato dall’EP Manrovesci (da me recensito qui su Ver Sacrum), giunge finalmente l’atteso album D’altronde sono sempre gli altri, frutto della straordinaria collaborazione tra Elena M. Rosa Lavita e Arlo Bigazzi, pubblicato da Materiali Sonori. Come noto, i due artisti si sono incontrati nel contesto del progetto discografico di Luca Giuoco, il Collettivoinconscio vol. 1, partecipando all’opera ignari l’uno dell’altro. L’attenzione di Arlo Bigazzi è stata immediatamente catturata dal modus operandi di Elena e dalle sue visioni gotiche, un genere letterario da lui amato in passato.

Nelll’opera di Elena M. Rosa Lavita, e in particolare nell’album Dismembering A Dead A Swan (Stilldeath), ho apprezzato la sua capacità di creare una sorta di ninna nanna gotica e sperimentale. La sua proposta artistica, intrisa di un’intrigante sfumatura di indeterminatezza, testimonia con eloquenza l’originalità del suo approccio.
La traccia inaugurale, “Bruit Secret”, sembra rendere omaggio alla musica concreta, con il distintivo tocco di Elena M. Rosa Lavita evidente nelle sonorità malate del carillon in sottofondo. “Manrovesci” si apre con sonorità di matrice industriale, seguite da un suggestivo basso pulsante che ci conduce in territori oscuri. “11° giorno: Colpo apoplettico spirituale” propone un’atmosfera pacata, sottolineata da una costante tensione sotterranea in sottofondo, con il basso che emerge come protagonista, plasmando suggestive ambientazioni jazzate. “Indipendenti dagli avvenimenti esterni” si distingue per un’atmosfera avvolgente ed ambient, mentre “The Great Enemy of Art Is Good Taste” si avventura in territori minimali, con le sonorità degli archi che arricchiscono la tavolozza sonora. “Ahi serva Italia di dolore ostello” si avvicina, nella sua fase finale, a sonorità noise mentre “Élevage de poussière” si distingue per la sua sperimentazione intensa. Nella conclusiva title-track la musica abbraccia con decisione l’avanguardia, trasportando l’ascoltatore in un viaggio attraverso luoghi popolati da incubi sepolti nell’inconscio.

Non si tratta di un album di facile ascolto, ma l’arte, nella sua essenza, deve costantemente spingersi oltre, alla ricerca di nuovi linguaggi espressivi. In questo contesto, l’alchimia tra Arlo Bigazzi ed Elena M. Rosa Lavita si rivela straordinariamente feconda, producendo risultati che si collocano al di là delle aspettative. Il disco esce in formato cassetta presso il sito di Industrial Ölocaust Recordings (https://cardinium.com/product/ior-tk-xxix/?fbclid=IwAR0jT-a_EKTQKU8GtB1tOfUvCDzmoz8dGTVeSKLcz6iCH3ZodZhoNKftdz0) e in formato cd presso il sito di Materiali Sonori (https://materiali-sonori.myshopify.com/).