Rientra in scena AesR, a distanza di sei anni da “Entrelacs du Rêve”, e lo fa con un lavoro, l’ennesimo, che si colloca orgogliosamente sul crinale dell’Arte incompromessa. Lo aveva dichiarato, Saverio Tesolato, ben dodici anni fa, nel corpo dell’intervista estesa che ci concedette: “Autunna et sa Rose nulla ha a che vedere con il pop, né del passato né tanto meno dei nostri tempi”. Stalker/Zone estremizza quell’intento allora dichiarato, ed è ancora una volta Opera polarizzate: nessun compromesso, o da una parte o dall’altra, come sul fronte di Ossescacco. La terra di mezzo è una distesa annerita, inutile, da cancellare. La musica di Stalker/Zone incede inesorabile, sonda l’opera tarkovskijana essendo essa l’esposizione de la “Zona” del 1979, lo fa ricorrendo a rumori che provengono da chissà dove, da un dentro di noi che non riusciamo ad individuare, schiocchi di piano, lame di violoncello che calano improvvise, elettronica disturbante; un tessuto sonoro prosciugato, ridotto all’essenza, scarnificato con brutale, fredda determinazione. Una razionale riduzione che non depaupera, che non smagrisce e non infetta, che si prefigge un solo scopo, concentrare l’attenzione dell’ascoltatore su un unico punto. Nemmeno una voce, quell’elemento che vedeva in Sonia Visentin farsi garante d’una melodia reliquata, essa stessa austera, ma sempre nota, verso, gemito umano. Severa avanguardia minimale isolazionista.

Edizione limitata in LP, cento copie numerate. Per una platea selezionatissima.

Per informazioni: http://www.ederdisia.com
Web: https://autunnaetsarose.bandcamp.com/album/stalker-zone