Ductape: intervista e live report a Verona 20/01/2024

© Swiss Dark Nights

Dall’EP di debutto “Little Monsters” (2020), tre visioni sulla follia e l’assassinio, i Ductape – il duo post-punk turco formato da Çağla (voce + liriche+synth) e Furkan (chitarra + composizione musicale) – ne hanno fatta di strada.

I Ductape, infatti, hanno proseguito la loro ricerca musicale nel FL  “Labirent” (2021), un disco nel quale sonorità e liriche diventano sensibilmente più gotiche, con il basso che sottolinea atmosfere oscure e venate di malinconia, seppure sempre sostenute da un synth che immette elementi freddi e da una chitarra che – come nella bellissima ‘Hata’ e nella successiva ‘Tuzak’, le uniche due canzoni in turco – offre sonorità ora tradizionali, ora squisitamente punk, queste ultime definitivamente recuperate negli ultimi due pezzi, ‘Mirror’ e ‘King’.

È dell’anno seguente il secondo FL, “Ruh”, sempre via Swiss Dark Nights, un disco che rappresenta una sorta di punto d’arrivo rispetto alle esperienze precedenti, remix, cover e live recording compresi, dove le liriche in turco sono ben quattro, la voce assume un colore introspettivo  e la drum base osa di più, con il risultato di riuscire a inserire nella proposta musicale alcuni pezzi danzerecci che rendono l’atmosfera complessiva del FL ricca e varia.

“Ruh” apre le porte al presente, ovvero all’attesissimo “Echo Drama”, terzo FL previsto per questo inizio 2024, che ad oggi si può assaggiare in ‘Red Scar’ e ‘Veil of Lies’. I due singoli sono testimoni di una coerenza rispetto al passato, sia per i temi legati al “sick love”, sia per il discorso musicale che, almeno in questa doppia anticipazione, si preannuncia avere ulteriori tocchi di raffinatezza.

I Ductape, ricordiamolo, partono dalla scena underground turca come i She Past Away e, a loro volta, si confermano essere molto interessanti nell’attuale panorama post-punk / darkwave internazionale, talvolta afflitto da nostalgiche operazioni di recupero che immettono poco o niente di originale, motivo per il quale è stato davvero un doppio colpo di fortuna poterli intervistare brevemente prima di sentirli dal vivo, il 20 gennaio scorso al Colorificio Kroen di Verona nell’ambito di Dance of Youth #32, in un concerto del quale trovate il live report dopo un paio di battute scambiate con la band.

 

© Swiss Dark Nights

Intervista

Ciao, grazie per avermi concesso questa brevissima intervista prima di vedervi live.

Nella vostra bio ufficiale si dice che i Ductape «sono la sonorità di allora, di adesso e di ciò che verrà». Quali sono gli elementi principali della vostra ricerca musicale?  

La capacità della musica di evocare momenti diversi nel tempo proviene dalla sua natura dinamica, che incorpora elementi collegati a stili del passato, tendenze attuali e sonorità innovative. Il nostro lavoro sta nel fondere elementi tradizionali, influenze contemporanee e sperimentazioni. Questo permette alla nostra musica di gettare ponti attraverso il tempo.

L’utilizzo esclusivo di strumenti analogici porta nella nostra musica le sonorità del passato, all’interno del genere, pur con un’espressività del tutto originale. Non è una formula base del 2020. La nostra prospettiva artistica potrebbe condurci in futuro a battere nuove strade, forse riuscendo ad aprire una nuova visuale sul genere. Questo è il “ciò che verrà”.  

 

A breve uscirà il vostro terzo FL. Al momento sono già disponibili all’ascolto ‘Red Scar’ e ‘Veil of Lies’, due pezzi che, a mio avviso, rappresentano un concentrato della vostra produzione precedente, attitudine “dance” compresa, ma lasciano intravvedere un’ulteriore evoluzione della vostra proposta musicale. In attesa di “Echo Drama”, ci potete dare qualche altra anticipazione sull’album? .

Il termine “Echo Drama” si riferisce a una situazione drammatica che riflette un avvenimento passato, riconducendo gli eventi all’interno di un ciclo. Il termine può essere usato per osservare gli echi degli eventi in un determinato periodo. Come hai detto, l’album rappresenta un concentrato delle nostre release precedenti ma con un gusto nuovo. Riflette il nostro passato, è vero, e, allo stesso tempo, questo “gusto nuovo” potrebbe avere il sapore della dance, perché “Echo Drama” include una miriade di emozioni: dolore, morte, solitudine, lo svelarsi dello sguardo interiore, incubi ricorrenti, la sensazione si trovarsi in trappola, perdita della speranza e un livello di accettazione di tutto questo.

In questo mondo puoi danzare sulle tue emozioni e ottenere un effetto curativo.

 

Concludiamo con una domanda che è una curiosità personale: in una recente intervista avete annunciato un terzo singolo dal nuovo album che conterrà una “grande sorpresa”… Potete svelarci qualcosa a riguardo? 

Il terzo singolo “Ananfor” sarà rilasciato in febbraio e sarà in turco. È un mare di emozioni dove ci troviamo al centro di un vortice (Anafor significa questo). Lo suoneremo stasera per la prima volta insieme a molti altri pezzi dal nuovo album. Ma la sorpresa riguarda l’intero disco. Non possiamo svelare ancora nulla, ma non vediamo l’ora di condividere le novità con il nostro pubblico!

 

© Swiss Dark Nights

Live Report – Verona, Colorificio Kroen 20/01/2024

E, finalmente, siamo al Colorificio Kroen per questa Dance of Youth #32. La serata inizia intorno alle 22.30 con i torinesi Polina Suffer (Tommaso Leporale e Beatrice Bartolini), giovane duo darkwave che prepara adeguatamente il pubblico all’entrata dei Ductape con una performance interessante e apprezzata, riempiendo per buona parte la sala.

Per fortuna il Kroen non è enorme e io sono in seconda fila, lato merchandising, pronta a godermi l’evento che, va detto, è ben organizzato e si svolge in un’atmosfera friendly e competente fin dal sound check.

Attesissimi, Çağla e Furkan sono on stage alle 23.30. Si parte con tre brani da “Ruh”: ‘Sinners’ – Save me from myself / Keep me from the light –  ‘Never’ – I will never ever / I will never ever / Never ever never let you tear me apart – e ‘Sevmiyor’ (in turco), tre pezzi d’atmosfera, nei quali la voce della bellissima Çağla è onirica, introspettiva, e la musica ti fa entrare in un viaggio oscuro, a tratti ossessivo, impreziosito dai commenti della chitarra di Furkan, che amplifica il senso di disagio al fondo di un groviglio di pensieri.

‘Nobody see us’, meravigliosa, profonda, con il featuring live di Terminal Serious alla voce maschile, che duetta con Çağla mentre la chitarra di Furkan dà la direzione e mantiene la rotta in un pezzo da brividi; e poi dal nuovo album, “Echo Drama”, in uscita a brevissimo: ‘Evil Me’  e  ‘The Unknown’, dove potete trovare la musica dark “original”, quella degli anni Ottanta, e quella che strizza l’occhio all’industrial, ma reinterpretata con una freschezza davvero incredibile (sarà merito dell’influenza orientale…).   

‘Hatirla’ (“Ruh”) e la cover dei Sisters, ‘Marian’, completano la virata su ritmi dance “blasonati” ma che da qui in poi sono un crescendo, con il pubblico ormai carico e pronto a ricevere ‘Anafor’, sempre dal nuovo album come ‘Closer’ e ‘Veil of Lies’, quest’ultima che attacca alta, quasi “scanzonata”, ma proprio per questo è di una durezza adamantina – A toxic charm in a dangerous disguise / A whispered poison that hides behind your eyes – tanto che il qui presente replicante Nexus-6 ‘Pris’ (questa parte di me compare solo nelle occasioni speciali) molla tutti i freni residui e, come il resto del pubblico… altro che “navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione”.

‘King’ e ‘Rain’ da “Labirent” – Do you hear the thunder / This rain will never stop – riprendono il sound oscuro che tanto ci piace e ‘Fire’ (“Ruh”) ci riporta quasi all’inizio ma è solo un preludio a ‘Red Scar’ – Setting sun low down in the sky / Little red scar you’re a piece of my skin – singolo da “Echo Drama” già disponibile all’ascolto come ‘Veil of Lies’, che è una specie di condensato della visione musicale dei Ductape e conclude un concerto al quale parteciperei altre mille volte.

 

© Swiss Dark Nights

SETLIST

Sinners
Never
Sevmiyor
Nobody sees us (fest. Terminal Serious)
Evil Me
The Unknown
Hatirla
Marian
Anafor
Closer
Veil of Lies
King
Rain
Fire
Red Scar

Lady Vardalek:
Related Post